Dissenso rispetto al regolamento di condominio assembleare

Preg.mo Geom. Oreste Terracciano, gradirei porLe alcune domande di chiarificazione:

– il nostro condominio è nato nel 1992 a seguito di costruzione cooperativa, è composta di tre palazzine all’interno di un recinto che ha due passaggi pedonali e due cancelli carrabili;

– nel 1996 a seguito di alcune divergenze abbiamo deciso, nello spirito cooperativistico e solidale, di inserire nel regolamento assembleare la norma che tutte le spese sostenute, indipendentemente da chi, si sarebbero suddivise tra le tre palazzine in base alle tabelle millesimali di ognuna, in quella assemblea erano presenti 24 condomini su un totale di 26, i condomini non presenti informati dalla ricezione del verbale non hanno mai contestato questa norma e si sono adeguati nella ripartizione delle spese; anche i condomini che nel frattempo sono subentrati agli originari proprietari hanno sempre accettato questa procedura che ormai va avanti da 15 anni. Ultimamente un nuovo condomino ha contestato questa norma dicendo che non gli sta bene, gli è stato opposto rifiuto in quanto lui avrebbe dovuto informarsi prima dell’atto notarile quali erano le norme (regolamento assembleare) che regolavano il condominio. Secondo Lei è giusta l’opposizione fatta?

La ringrazio e La saluto cordialmente. A.D.M.

Bentornato, signor A.D.M.

Se il regolamento di condominio di natura interna, ovvero assembleare, prevede la ripartizione di detta spesa nella maniera in cui le l’ha descritta, appare logico ed evidente, che per poterla modificare è necessario che la maggioranza riconosca che si violano i diritti del singolo applicandola, così come vorrebbe il nuovo arrivato.

Poiché sembra che non ci sia assolutamente la volontà di dare seguito alla richiesta, visto che da ben 15 anni viene applicata la clausola contenuta nel regolamento, è bene riferire al condomino dissenziente che la sua richiesta la può avanzare in sede giudiziale e non assembleare.

Concludo dicendo che il condomino può chiedere ciò che vuole, non per questo bisogna cedere alla sua richiesta………..

A volte le richieste sono di circostanza, giusto per il gusto di farle, quindi è bene non dare seguito e tagliare subito corto dicendo di rivolgersi al giudice.

Cordialmente

Geom. Terracciano

 

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