Danni da infiltrazioni

Egregio Avvocato, ho trovato la sua mail dal sito per consulenze condominiali gratuite.

Le spiego subito il mio problema:

Io quasi un anno fa, ho scoperto un’infiltrazione sulla parete della mia camera, confinante col bagno del mio vicino.

Ho chiamato subito l’Amministratore, il quale ha fatto dei sopralluoghi in entrambi gli appartamenti, abbiamo avvisato ovviamente il proprietario dell’appartamento, il quale non ha voluto assolutamente risolvere il problema!

A questo punto ci siamo rivolti ad un legale, ma a distanza di quasi un anno io vivo nella stessa situazione, non ho più avuto notizie, se non che le pratiche sono lunghe, e che ci vorrà tempo, ma a me non sembra normale vivere così a lungo in una situazione poco igienica, con umidità e odore di muffa, ne va anche della mia salute, no?!

A questo punto volevo da Lei un consiglio su come procedere..cioè posso chiedere danni di salute e per l’attesa?? e quanto?? Ma soprattutto è possibile che non sia ancora stato risolto il problema?? Quanto tempo ancora dovrò aspettare prima che sistemino il danno e che io possa tornare a vivere in condizioni igieniche eccellenti??!

La ringrazio per la disponibilità, resto in attesa di una Sua risposta..saluti.

Nel ringraziarla per avermi interpellato, le dico subito che sono soltanto geometra esperto del settore e non avvocato.

Leggendo attentamente il quesito postomi intuisco che il vicino, confinante con il bagno ad una delle sue pareti di casa, non ha voluto eseguire la ricerca del guasto, né tanto meno avvalersi di una perizia tecnica per stabilire cause e rimedi, giusto per  capire dove rompere per ricercare il guasto.

Il rifiuto l’ha costretta a ricorrere ad un avvocato, anche se lei parla di un ricorso fatto congiuntamente all’amministratore, visto che afferma testualmente:<<…ci siamo rivolti ad un legale….>>

Mi chiedo cosa c’entri il condominio in questo frangente, al limite il condominio avrebbe potuto subentrare dopo la ricerca del guasto, là dove la stessa avesse  dimostrato che si trattava di perdita derivante da una condotta comune e non da condotta privata.

Fino a quel momento la cosa riguardava lei e il suo vicino.

Mi chiedo, a questo punto, cosa mai è successo da un anno ad oggi e come mai non ha chiesto informazioni sull’andamento del ricorso al giudice, all’amministratore o all’avvocato, se contattato congiuntamente.

La pratica legale è ancora attiva? È in corso?

Se la risposta è positiva, allora deve avere solo la pazienza di attendere, in quanto i tempi della nostra giustizia sono tempi biblici, a dir poco, semmai sollecitare l’avvocato e nello stesso tempo fargli presente che le dovranno essere riconosciuti i danni morali e biologici, oltre a quelli materiali.

Ecco, si informi contattando l’amministratore, magari anche l’avvocato e poi, pazientemente, attenda.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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