Cresce il ricorso alla cedolare secca

Nel 2014 ormai alle spalle,la cedolare secca è stata scelta  nell’87% dei nuovi contratti di affitto, rispetto al 64% del 2013. Sono i dati dell’indagine sul mercato della locazione in italia realizzata da Solo Affitti con la collaborazione scientifica di Nomisma.

Quando la cedolare secca convenie di più – La cedolare secca, il regime fiscale alternativo per i proprietari che affittano i propri immobili,  nelle città capoluogo di regione analizzate da Solo Affitti, permette infatti di risparmiare rispetto al regime Irpef, in particolare da quando l’aliquota fiscale per i contratti a canone concordato e per quelli a studenti universitari è stata portata al 10%. Infatti la cedolare secca vine preferita proprio nei Comuni con accordo territoriale più aggiornato.
Il contratto di affitto a canone concordato  prevede una durata minima di tre anni più altri due di rinnovo automatico (3+2) e gli importi massimi e minimi dei canoni sono stabiliti a livello locale attraverso la contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari, sulla base delle caratteristiche dell’alloggio, della zona dove è situato e del numero degli occupanti.

Cedolare secca preferita a Roma e Venezia – A Roma e Venezia, dove gli accordi territoriali per il canone concordato risalgono al 2004, la cedolare secca è però scelta rispettivamente nel 94% e nel 95% dei contratti di affitto, grazie all’elevata presenza di studenti fuori sede, alla diffusione dei contratti a canone concordato  3+2  per studenti fuori sede,  agli elevati vantaggi fiscali, alla diminuzione dei canoni di mercato dovuta alla crisi economica e al ridotto potere di acquisto delle famiglie.
A Bologna, dove gli accordi risalgono al luglio 2014,  il ricorso alla cedolare secca avviene nel 90% dei casi, a fronte dell’83% di contratti agevolati stipulati. A Firenze, dove  gli accordi sono del 2009, l’88% dei proprietari  sceglie la cedolare secca e il 61% i contratti agevolati.
A Torino e Genova, i cui accordi risalgono rispettivamente 2013 e 2011)  oltre il  50% dei proprietari stipula contratti agevolati.
Casi particolari quelli di Milano e Napoli. Nella città partenopea l’accordo  territoriale risale al 2004 ma evidentemente i canoni non adeguati al mercato locale disincentivano i proprietari a ricorrere ai contratti a canone concordato.  Mentre l’accordo territoriale della città di Milano è l’unico, tra le principali città italiane, a non essere mai stato aggiornato dal 1999  e i valori di canone a cui le parti dovrebbero fare riferimento sono del tutto fuori mercato, rendendo minore il ricorso alla cedolare secca.

contratto affitto

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