Costo lavori non deliberato

Buon giorno. Sono nuovamente a chiedere un suo parere. Nel condomino sono state eseguite opere per la sostituzione della caldaia e relative condutture e quindi spese di notevole entita’ – 400.000 euro – che l’assemblea ha regolarmente approvato. In una assemblea straordinaria l’amministratore ci ha comunicato che le spese sono aumentate di 90.000 euro causate dal ulteriori lavori di scavo. Ora diversi condomini contestano all’amministratore di non aver portato all’approvazione preventiva questa spesa superiore appena ne fosse venuto a conoscenza. L’amministratore si difende dicendo che la spesa e’ stata comunicata ai “consiglieri”. Si vorrebbe conoscere cosa si puo’ fare nei confronti dell’amministratore. Chiediamo anche qualche sentenza di cassazione. Grazie

Egregio lettore, buona sera.

Ho trattato questo argomento già in altre occasioni, quindi prendo atto che trattasi di una pratica molto diffusa, nei condominii,  quando si eseguono lavori dal costo molto gravoso.

La logica razionale, unitamente al dettato codicistico, avrebbe dovuto suggerire, all’amministratore, di sospendere per qualche giorno i lavori e convocare urgentemente l’assemblea per riferire in merito al problema nato nel corso dei lavori e lasciare alla stessa ogni decisione.

L’aumento percentuale, sull’importo contrattuale, pari al 22% è consistente, quindi l’amministratore avrebbe fatto meglio a risparmiarsi quella sua uscita quando ha affermato di aver opportunamente informato i consiglieri.

Chi sono costoro? Quali sono i compiti assegnati loro dall’assemblea visto che il codice non li menziona affatto?

Bisogna chiedersi, a questo punto, cosa avrebbe deciso l’assemblea se avesse saputo, sin dall’inizio,che la spesa si aggirava intorno alle 500.000 euro?

Probabilmente, a maggioranza, avrebbe deliberato la soppressione dell’impianto centralizzato.

Quindi oltre al danno anche la beffa.

Cosa fare è presto detto.

Al punto in cui siete è bene proseguire per non far lievitare i costi sensibilmente e per non accendere un contenzioso legale che costerebbe alla comunità condominiale caro e amaro, nel contempo, decidere sin da ora di revocare l’incarico all’amministratore incosciente.

Concludo dicendo che non è questione di sentenze, infatti, non trattandosi di lavoro urgente ed improcrastinabile, l’amministratore aveva l’obbligo morale e giuridico di convocare e consultare l’assemblea, NON I CONSIGLIERI.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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