Condominio: cosa non convince della Riforma

Il mio giudizio/commento sull’articolo apparso su corriere.it/economia, relativo alla RIFORMA DEL CONDOMINIO approvata al Senato e in dirittura d’arrivo alla Camera per la definitiva approvazione, si unisce a quello già espresso dalla CONFEDILIZIA, la quale ha giudicato la riforma come INUTILE.

Senza entrare nel merito del giudizio della CONFEDILIZIA e limitandomi a commentare l’articolo del Corriere, la mia attenzione si sofferma soprattutto sulla nuova figura dell’amministratore, la quale, per assurdo, la si vuole virtualmente paragonare addirittura a quella di un libero professionista iscritto al proprio ORDINE professionale, quale Commercialista, Ragioniere, Geometra, Avvocato ecc., invece la realtà è tutt’altra.

Fino ad oggi non esiste un ORDINE degli amministratori di Condominio regolarmente riconosciuto a livello Istituzionale, ci sono le varie Associazioni di categoria, quali ANACI – ANAMMI – ALAC – ARAI, per citarne qualcuna, ma ce ne sono di altre, per cui qualunque figura umana, con o senza uno specifico titolo di studio, proprio come succede oggi, dovesse intraprendere la professione di amministratore di condominio, con l’intento di amministrare quanti più condominii possibile, sarebbe una figura ibrida in quanto priva dei requisiti professionali paragonabili ad altre categorie come detto innanzi.

Personalmente, nella mia qualità di consulente condominiale/locatizio, da un po’ di anni ho deciso di rispondere ai quesiti specifici onde offrire una prima e basilare opportunità di capire come muoversi in determinate situazioni, senza dover ricorrere alla lite condominiale, lite che è predominante nei condominii da sempre, per cui i miei contatti sono soprattutto con gli amministratori di condominio o di persone che vogliono avvicinarsi a detta professione.

Da questi contatti ho capito e recepito nella maniera più drammatica la situazione in cui versano tanti ma tantissimi edifici condominiali esistenti sull’intero territorio nazionale, dove non c’è parvenza alcuna di amministrazione condominiale, dove domina l’arroganza, la sopraffazione e il senso dell’impotenza, quest’ultimo avvertito soprattutto da quei sprovveduti condomini, i quali con estremo sacrificio si sono comprati una casa per poi vederla andare in rovina assieme a tutto il condominio e dove c’è un solo MOTTO: Risparmiare, risparmiare, risparmiare.

Quindi lo stabile va a rotoli, i servizi sono inesistenti, non c’è l’ombra, e non la si cerca nella maniera più assoluta,
dell’amministratore, e chi mi scrive, parlo di condomini da 4 condomini in su, quindi di condominii dove i partecipanti al condominio sono in numero di 8 – 10 12, quindi non di condominio cosiddetto MINIMO, tiene a ribadire che lo stabile è AUTOGESTITO.

Già, l’autogestione!!!! Cosa vuole significare è presto detto: ANARCHIA e nonostante questo mi contattano per un consiglio!!!!!
Chi legifera, purtroppo, non ha mai toccato queste REALTA’, crede, chi legifera, che tutti i condomini d’Italia sono abitati da persone economicamente AGIATE, da professionisti che possono pagarsi un amministratore, anche se, chi legifera, consente al condomino di amministrare senza alcun problema il condominio ove risiede e abita, insomma lo distingue da quelli in cui la figura dell’amministratore professionista esterno può chiedere un compenso adeguato, ancora di più adeguato dopo la riforma per l’obbligo di accensione polizza assicurativa.

La cosa che lascia sgomenti è aver legiferato che l’amministratore, per il recupero delle quote dei morosi, dovrà agire in tempi brevi (quattro mesi?!?!?)……………., ovvero dovrà ricorrere al decreto ingiuntivo, come se questo strumento non ci fosse già oggi, altrimenti dovrà rispondere in prima persona….
Già, il decreto ingiuntivo!!!

Chi legifera, probabilmente, non conosce i costi ed i tempi BIBLICI per ottenere il decreto ingiuntivo, non  a caso, quasi sempre, si va a transazione……, ma la cosa più grave è non aver legiferato chi e come si dovranno anticipare le somme di coloro che da quattro mesi non versano la propria quota……

Con la richiesta di un fondo cassa ad hoc?
Fondo cassa che dovrebbe colmare la mancanza di liquidità e consentire al condominio di non vedersi sospendere i servizi, sempre a discapito dei condomini solventi!!!

Questo, in sintesi, il mio commento, può essere o non essere condiviso, ma sono sempre più convinto che chi legifera non ha mai, dico MAI, provato ad amministrare una sola volta nella sua vita!!!
Cordialmente
Geom. Oreste Terracciano.

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2 commenti su “Condominio: cosa non convince della Riforma

  1. milena il said:

    geom. terracciano,quanto sono d’accordo con lei, chi legifera è lontanissimo dalla realtà, io amministro,a costo zero, senza nessuna frustrazione il condominio dove abito, facendo numerose riunioni, ossia quando serve, manteniamo il condominio,in uno stato di efficienza apprezzabile, abbiamo rifatto il tetto, sostituendo l’amianto con pannelli, con un risparmio energetico, notevoleed il recupero del 55%, che non è male, quindi coinvolgendo tutti, si riesce a fare molto, ma abbiamo un problema, uno che non paga, non per carenza di reddito, ma perchè “pagate voi, tanto prima che la giustizia intervenga…” ed ha ragione, decreto ingiuntivo, fatto dopo alcuni tentativi, dell’ufficiale giudiziario, di entrare a visitare il condomino, senza riuscita stiamo ancora attendendo e pagando da ben 5 anni, ci siamo mossi nel 2006… saluti milena

  2. geom. Terracciano Oreste il said:

    ….signora Milena, la ringrazio per essere d’accordo sul mio commento, per dovere di “”cronaca””, le dico che anche nel condominio ove risiedo abbiamo in piedi una causa civile di risarcimento SACROSANTO che dura da oltre 6 anni, quindi avere mal comune mezzo gaudio!!!
    Dopo 6 anni ci vengono a proporre, gli avvocati, la transazione e……chi si è visto si è visto!!!!!!!!!
    Povera giustizia!!!!!
    Cordialmente
    Geom. Oreste Terracciano

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