Condominio in completa anarchia

Geom. Terracciano buongiorno, mi permetto di contattarla per le ragioni che, letto tutto, potrà  capire.

Sono da anni in un appartamento, del quale godo in comodato d’uso gratuito da parte dei miei genitori.

Da anni il condominio è in uno stato di totale anarchia. Esisterebbe una amministratrice “di fatto” ma in pratica si occupa solo della suddivisione delle bollette.

Il condominio non è dotato di alcunchè: codice fiscale, regolamento, tabella millesimale.

Gli spazi comuni, quali i posti auto o i piccoli box ricavati in soffitta, sono stati monopolizzati dai condomini presenti da più anni, che non vogliono sentir ragioni e, come immaginerà , non hanno intenzione di indire riunioni condominiali o togliere l’incarico di amministratore ad un loro “pari”.

Gli interventi di manutenzione sono fatti effettuare da abusivi senza partita IVA o dai condomini di cui sopra, che si fanno comunque pagare.

I danneggiamenti delle proprietà  condominiali, anche solo per dispetto, sono continue.

Le faccio un esempio: esiste un portone a vetri in ingresso scale. Era possibile aprire questi vetri tramite antine, chiuse da catenacci, in modo da arieggiare il vano scale o pulire i vetri stessi. Purtroppo i gatti hanno preso l’abitudine di entrare quando sono lasciate aperte e sporcano in giro. Io ho provato più volte a chiuderle, facendo presente il fatto, la risposta è che nascostamente hanno asportato i catenacci in modo che restino sempre aperte.

Mi trovo dunque in una situazione di minoranza, non riuscendo con la buona educazione a pretendere un minimo di civiltà .

Le chiedo dunque consiglio, in modo da adire alle vie, secondo lei, percorribili.

Non vorrei mai giungere alle loro strategie di omertà  o danneggiamenti anche se la voglia e la frustrazione ci sono sempre. La ringrazio e la saluto.

Caro lettore, buon giorno.

Cercare, in una situazione condominiale di degrado, arroganza, abusi, sopraffazione, omertà e chi più ne ha più ne metta, una soluzione pacifica e/o giudiziale è pressoché IMPOSSIBILE.

Quei soggetti siffatti vengono definiti, in alcune zone di Italia, “”baraccati””, in quanto, pur vivendo in un contesto condominiale, agiscono e si comportano come baraccati senza fissa dimora.

Sono situazioni sparse un po’ qua e un po’ là nel nostro paese, dove MAI, dico MAI si è potuta trovare una soluzione per un vivere pacifico e con grande senso civico.

Il senso civico o ce l’hai nel proprio DNA o niente, quindi sperare di cambiare le cattive abitudini di determinati soggetti è UTOPIA.

Due sono le condizioni:

– VIVI E LASCIA VIVERE

– ABBANDONARE LA CASA E SCAPPARE ALTROVE

Ho detto abbandonare, in quanto dubito che qualcuno ne voglia fare uso anche se gratuitamente.

cordialità

Geom. Terracciano

Leggi ancora per approfondire su Facebook

 


Precedente Come impostare una lettera all'amministratore Successivo Assegnataria alloggio e spese condominiali di competenza

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.