Comodato d’uso tra padre e figlio

Gent.mo sig. Oreste, la disturbo ancora una volta per chiederle un suo prezioso consiglio:
sono proprietario di un appartamento che voglio far godere a mio figlio con la sua famiglia che attualmente vive in appartamento già di sua proprietà l’appartamento ha bisogno di alcuni lavori di ristrutturazione, le chiedo se detti lavori li devo far eseguire e quindi fatturare a mio nome o posso anche farli eseguire e fatturare direttamente a nome di mio figlio a cui naturalmente gli farò un contratto di comodato d’uso, le chiedo inoltre se il contratto di comodato deve avere una scadenza e una eventuale scadenza massima di quando deve essere e come devo fare per comunicare all’amministratore del fabbricato che tutti i rapporti futuri relativi all’appartamento devono essere regolati direttamente da mio figlio. Grazie e cordiali saluti

Egregio lettore, buon giorno.

Non vedo perché non far fatturare a suo nome i lavori straordinari da eseguire dal momento che la casa è intestata a lei, in tal modo potrà anche beneficiare della detrazione fiscale del 50%, previo consulto con il suo commercialista.

Con l’IMU il concedente comodante deve considerare il fabbricato come residenza secondaria con le dovute penalizzanti conseguenze.

Come alternativa si può trasferire la soggettività dell’imposta dal comodante al comodatario, ossia concedendo a quest’ultimo un diritto reale di godimento sul fabbricato, anche per questo meglio parlarne con il commercialista.

Comodatario: Il comodatario è obbligato a restituire la cosa alla scadenza del termine convenuto o, in mancanza di termine, quando se ne è servito in conformità del contratto. Se però, durante il termine convenuto o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante, questi può esigerne la restituzione immediata (art. 1809 cc).

Se non è stato convenuto un termine nè questo risulta dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richiede (art. 1810 cc).

Il comodatario non ha rapporti diretti con il condominio sicché in caso di mancato pagamento degli oneri condominiali pattuiti, l’azione di recupero del credito non può essere condotta contro di lui ma solamente contro il proprietario.

Tuttavia, nei confronti dell’amministratore del condominio può andare bene una dichiarazione congiunta con la quale comodante e comodatario sottoscrivono un accordo sugli oneri condominiali ordinari e straordinari, ovvero chi dei due dovrà farsene completo carico, fermo restando quanto sopra riportato.

E’ bene anche chiarire che sarà suo figlio a partecipare a tutte le assemblee, insomma una sorta di “”delega permanente””.

Cordialità

Geom. Terracciano

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