Come distaccarsi dal riscaldamento centralizzato

Gentile Sig Terracciano, ho letto molti suoi interventi e le faccio i complimenti per la chiarezza e la professionalita/

Mi trovo ad affrontare un dilemma dovuto alla possibilita’ – e conseguente eventuale valutazione di opportunita’ economica – di distaccarmi dall’impianto centralizzato per realizzare un impianto autonomo radiante.

Sono in procinto di effettuare i lavori di ristrutturazione del mio immobile e vorrei appunto contemplare un impianto autonomo “a pavimento” che non risulta essere compatibile con l’impianto di riscaldamento centralizzato in quanto il primo lavora a basse temperature (con conseguente risparmio energetico) . Il dilemma e’ quindi:

1.       posso staccarmi dall’impianto di riscaldamento centralizzato? E’ un mio diritto?

2.       Qualora l’esito del quesito precedente fosse positivo subentra un tema di opportunita’ economica: quali spese mi troverei ad affrontare successivamente al distacco?

Punto 1- Il regolamento di condominio (redatto presso notaio con atto pubblico nel 1960 circa ) all’articolo 13 vieta la rinunzia ai servizi comuni quali il riscaldamento, allego la pagina del regolamento in questione.

Tuttavia mi e’ sembrato di capire che la giurisprudenza recente stabilisca che e’ mio diritto distaccarmi e questo mio diritto  prevale sul regolamento di condominio se e solo se una perizia termotecnica dimostrasse che tale distacco non generi un aggravio di spese per coloro che continuano a fruire del riscaldamento centralizzato, né una squilibrio termico dell’intero edificio, pregiudizievole per la regolare erogazione del servizio.

E’ vero questo? Le torna?

Punto 2 –Dalle mie letture ho capito che le spese di manutenzione straordinaria e mantenimento dovrei cmq pagarle (e.g. sostituzione caldaia centralizzata) tuttavia non mi e’ chiara la gestione delle spese di mantenimento e dei consumi in quanto, essendo il consumo un costo variabile linearmente correlata alla superficie radiante dei singoli appartamenti, non dovrei pagar nulla in quanto non avrei alcuna superficie radiante connessa all’impianto. Addirittura, qualora la sua risposta al punto 1 dovesse essere positiva, mi verrebbe da dire che l’articolo 12 del regolamento condominiale (allegato) mi esornerebbe da ogni tipo di spesa comprese quelle straordinarie

Spero Lei mi possa aiutare a trovare risposta in tempi brevi,  Grazie

Egregio signor M.I., buon giorno.

Se è pur vero che la giurisprudenza ha legittimato il distacco unilaterale del singolo dal riscaldamento centralizzato a determinate condizioni, è altrettanto vero che in presenza di un Regolamento di Condominio Convenzionale o contrattuale, che dir si voglia, il quale vieti espressamente il distacco, bisogna soltanto prendere atto che senza l’UNANIMITA’ e 1.000 millesimi NULLA è consentito.

Ha fatto benissimo ad allegare la descrizione dell’articolo 13 del suo regolamento di condominio CONTRATTUALE, ovvero richiamato, con il numero di iscrizione e la data alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, in tutti i rogiti notarili, quindi CONTRATTO, così la mia risposta può solo essere questa senza alcun equivoco.

Ciò che le posso consigliare è solo quello di predisporre l’impianto autonomo ma senza metterlo in esercizio, in previsione di una soppressione UNANIME del riscaldamento centralizzato.

Intanto è bene sapere che molte Regioni hanno vietato il distacco dal centralizzato nonostante la giurisprudenza, a parer mio il servizio che garantisce il centralizzato non lo si otterrà MAI dall’autonomo, questo perché, in virtù del “”dio risparmio”” l’autonomo lo si accende solo qualche ora al giorno, quindi…….

Con i contabilizzatori di calore, con la termoregolazione oggi è preferibile il centralizzato.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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