Case romane: la rivoluzione del catasto

Aumentano le rendite catastali per 175.000 case a Roma per un totale di 123 milioni di euro. Sono stati riclassificati 175.000 immobili di 17 micro zone dell‘Urbe: dal centro storico ai Parioli, da Trastevere alle Ville dell’Appia, da parte dell’Agenzia delle Entrate. Scompaiono gli immobili accatastati come ultrapopolari (A/5), magari in pieno centro storico, abitati da politici, attrici e show man, imprenditori, avvocati, giornalisti. L’operazione è la diciassettesima realizzata in Italia.

Da Monti al Gianicolo – E‘ stata proprio una delibera del 2010 dell’Assemblea capitolina, che ha fatto partire l’indagine svolta dall’Agenzia del Territorio, ora incorporata nelle Entrate, su oltre 224 mila immobili ubicati in 17 zone «anomale», dove cioè il valore medio di mercato era inferiore del 35% al valore catastale sulla carta, rispetto all’analogo rapporto (valore di mercato/valore catastale) riferito all’insieme delle microzone comunali. Le aree interessate sono quelle che con il passare del tempo hanno acquistato valore, in particolare: Centro Storico, Aventino, Trastevere, Borgo, Prati, Flaminio 1, XX Settembre, Monti, San Saba, Testaccio, Gianicolo, Delle Vittorie-Trionfale, Flaminio 2, Parioli, Salario Trieste, Esquilino e Ville dell’Appia.

Una delle conseguenze più evidenti, spiega l’agenzia, è “la sostanziale scomparsa di alcune vecchie categorie non più attuali, come ad esempio quella ultrapopolare (A/5), e la forte riduzione delle abitazioni di tipo popolare (A/4) ed economico (A/3), che erano ancora presenti in diverse zone del Centro di Roma”.

Leggi ancora per approfondire su Facebook

 

Precedente Disdetta locazione e pre-contratto con nuovo locatario Successivo Delega in assemblea non riportata in verbale

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.