Aumentano le ristrutturazioni

Crescono le ristrutturazioni delle case, soprattutto per modifiche strutturali.

Secondo Valter Giammaria, Presidente di Tecnoborsa: “Il 5,9% delle famiglie residenti nelle sei maggiori città italiane ha effettuato lavori di ristrutturazione nel biennio 2011-2012. In particolare: il 4,5% ha ristrutturato l’abitazione principale; lo 0,7% un altro immobile (casa in affitto, in comproprietà, di parenti prossimi, etc.); lo 0,5% una seconda casa e il restante 0,2% una seconda casa insieme a un altro immobile. Chi ha ristrutturato la prima casa non ha effettuato ulteriori lavori, evidentemente perché già assai invasivi e impegnativi anche economicamente”.

Ristrutturata tutta la casa – Il 60,3% di coloro che hanno ristrutturato, ha eseguito lavori radicali in tutta la casa; il 15,9% ha ristrutturato invece la cucina, il 15% i bagni,  il 14% ha rinnovato gli impianti, il 13,9% gli infissi, il 10,8% gli ambienti di soggiorno e, infine, l’8,8% le camere da letto.

Un rinnovo strutturale – L’82% ha eseguito un rinnovo strutturale della casa, il 24% ha fatto interventi al fine di ottenere maggior comfort e praticità al tempo stesso;  il 16,7% ha voluto razionalizzare gli spazi; il 14,2% ha voluto una casa ecologica, nel caso di famiglie particolarmente sensibili all’ambiente; il 6,8% ha ricavato spazi per attività sportive o pro-fitness; infine, il 5,3% ha ottenuto una casa cablata.

Aumentare la funzionalità dello spazio – Da un focus sul 16,7% di coloro che hanno eseguito lavori per migliorare lo sfruttamento e la funzionalità dello spazio a disposizione, è risultato che il 35,8% ha aumentato il numero delle stanze; il 29,5% ha ampliato il soggiorno; il 17,5% ha ricavato un angolo cottura/cucinotto; viceversa, il 10,5% ha ricavato una cucina abitabile; infine, il 6,8% ha ridotto il soggiorno a vantaggio di altri ambienti.

“Spostando l’analisi dal lato dell’offerta – ha proseguito il Presidente –  si nota che ha usufruito degli incentivi fiscali circa il 23% di chi ha ristrutturato. Chi, viceversa, vi ha rinunciato, nel 39% dei casi non lo ha ritenuto conveniente ma, in questo caso, non si può non pensare a un effetto dell’economia sommersa; il 34,6% ha dichiarato di non essere a conoscenza dei bonus statali; infine, il restante 26,5% ha affermato che l’iter burocratico è troppo complicato”.

Ottimizzare le spese di gestione contro il carovita – “Nell’ultimo anno, il 47,2% ha cercato di risparmiare sulle principali utenze; il 34,5% ha economizzato su telefono e connessione Internet – ha affermato  Valter Giammaria – Il 29,3% ha rivolto la propria attenzione alle spese di riscaldamento e/o condizionamento; il 28,4% ha risparmiato sul rinnovo dell’arredo; il 27,2% su quello degli elettrodomestici; infine, il 23,2% ha rinunciato ai piccoli interventi conservativi; tuttavia, bisogna sottolineare che al secondo posto si è manifestato un consistente 37,7% di famiglie che non si è neanche preoccupato ‘di fare economia in casa’”.

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