Aumenta il potere d’acquisto delle case

Continua il calo delle compravendite ma migliora nel 2013 la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione.

Migliora l’accesso alla casaL’indice registra un significativo aumento del 6,7% rispetto al 2012, che lo riporta in linea con i valori pre-crisi superando le difficoltà registrate in seguito alla crisi dei debiti sovrani. L’andamento è principalmente dovuto alla diminuzione del prezzo delle case rispetto al reddito disponibile. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione ha riguardato non solo il totale delle famiglie, ma anche i giovani e coloro che abitano nei grandi centri urbani.

Sono oltre la metà le famiglie che dispongono di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa, valore in buon recupero rispetto a 5 anni prima.

In aumento i mutui – Il miglioramento dell’indice di accessibilità trova riscontro anche nella ripresa del mercato dei mutui. Nei primi tre mesi del 2014 le nuove erogazioni (riferite a un campione  di 88 banche) hanno registrato un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2013, dovuto anche  alla discesa generalizzata degli spread applicati ai prestiti per la casa.
Nel 2013 il capitale erogato dalle banche è diminuito del 10,6% rispetto al 2012 (passando da 19,6 miliardi a 17,6 miliardi), ma il trend ancora negativo è lontano dal -43% registrato nel 2012 sul 2011. “I segnali cominciano ad essere positivi”, ha detto il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini che si è inoltre detto “moderatamente ottimista” sulla possibilità che le famiglie tornino ad acquistare.

Il 2013 come il 1985 – Si sono realizzate 406.000 abitazioni, con una flessione del 9,2% rispetto al 2012, scendendo ai livelli del 1985. In termini di fatturato la perdita è stata di oltre 8 miliardi, con un giro d’affari inferiore a quello del 2012 (65,7 miliardi contro 75,1). Sono i dati del rapporto immobiliare 2014 di Abi e Agenzia delle Entrate. Cali maggiori  nelle isole (-10,8%) al Centro (-10,3%), a seguire il Sud (-9,8%), il Nord ovest (-8,8%) e il Nord est (-7,5%). Sono stati meno venduti i monolocali (-10,5%) e le piccole abitazioni (-9%).  Le città che hanno registrato una flessione maggiore sono state Napoli (-15,2%) e Genova (-10,3%), mentre Roma segue con una discesa del 7,3%. Milano segna un’eccezione con un rialzo del 3,4%, e in minima parte anche Bologna (+1,5%).

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