Attenti allo stalker vicino di casa

Aumentano i casi di stalking all’interno dei condomini. Quando le molestie diventano vere e proprie persecuzioni. Al di là delle liti condominiali, che rendono alquanto caldi gli stabili sul fronte del corretto rispetto del regolamento condominiale e delle buone norme di convivenza, crescono in Italia i casi di persecuzione psicologica all’interno dei condomini, quando si scende nella vendetta, cadendo nel reato di stalking.

Un vademecum contro lo stalking condominiale – L’ANAMMI, Associazione nazional-europea amministratori d’immobili, ha stilato un vademecum per riconoscere i casi di persecuzioni da parte di vicini più che molesti e per gestirli. Prima di parlare di stalking, infatti, occorre innanzitutto che gli atti molesti siano ripetuti e tali da provocare stati d’inquietudine e timore nella vittima. Non bastano episodi di rumori o odori molesti per configurare il reato, ma occorrono azioni più gravi quali telefonate notturne continue e silenziose, scampanellate improvvise nei momenti più improbabili, messaggi minacciosi mandati via posta elettronica, lasciati in cassetta o pubblicati sui social network . Occorre inoltre che l’episodio ripetuto sia avvenuto davanti a testimoni. Per prima cosa si interpella l’Amministratore di condominio, ma se non si trova una soluzione, possono anche essere convocati dagli organi di polizia.

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