Ascensore installato a posteriori

Buongiorno Geometra, Le vorrei sottoporre questo quesito:  Abito in un condominio di 5 piani in centro di Torino, stabile della fine 800,  in cui è stato installato nel 1985 un ascensore da parte di solo alcuni condomini. Nel 1998 io ho comprato un alloggio al primo piano, e solo due anni dopo durante l’assemblea annuale del 2010, a cui io non ho partecipato,  l’amministratore ha verbalizzato ” Si invita la proprietà ……….ad attivarsi per utilizzare l’ ascensore versando la quota di installazione dello stesso gravata di interessi dal 1985 ad oggi”.   Tenga conto che nei due anni da quando sono proprietario ho sempre pagato forza motrice e manutenzioni in quanto non sapevo del “subentro in impianto di proprietà altrui”  (e non lo sapeva neanche l’amministratore che non ha più il verbale assemblea dell’ ‘ epoca, ne’ le fatture dell’installazione o altro documento comprovante la spesa) . Le vorrei chiedere :

– debbo pagare la quota ? eventualmente,  in considerazione che questo impianto è già  fuori norma ed usurato non sarebbe il caso di applicare una percentuale di degrado, per non trovarmi a pagare un impianto vetusto (ed usato da altri)  e poi subito avere forti spese di ammodernamento ?

– non vi è nessuna forma di prescrizione per queste spese/ripartizioni ?

– il fatto di pagare la forza motrice e le manutenzioni , non mi da diritto all’uso ? e se decidessi di non versare il corrispettivo eventuale posso richiedere il rimborso delle spese di funzionamento versate (anche se ho usato qualche volta l’ascensore)   ?

Ringrazio per la risposta e saluto distintamente.

Egregio signore, buon sera.

Lei mi ha comunicato che il condominio, nell’anno 1985, ovvero 26 anni fa, deliberò l’ installazione, EX NOVO, quindi INNOVAZIONE GRAVOSA, di un impianto di sollevamento, ascensore, mentre lei ha acquistato una unità immobiliare in detto condominio nel 1998.

Ebbene, deve sapere, innanzitutto, che l’installazione di un ascensore a posteriori in un edificio condominiale costituisce INNOVAZIONE GRAVOSA suscettibile di utilizzo separato, cosa vuole significare è presto detto; vuole significare che all’epoca in cui si deliberò l’installazione si accollarono, nonostante la delibera di approvazione, le spese soltanto coloro che furono promotori dell’iniziativa, quindi escludendo dalla spesa i dissenzienti, ovvero quei condomini che non avrebbero avuto interesse ad utilizzare l’ascensore, pur riconoscendo loro il sacrosanto diritto di subentrare nella proprietà ed utilizzo dell’impianto in qualunque momento.

Detto questo, nel 1998, anno in cui lei subentrò nei diritti di condomino, avrebbe dovuto ricevere la dovuta informazione sulla proprietà dell’ascensore e sulle eventuali modalità di subentro, là dove fosse, comunque, interessato all’utilizzo pur dovendo salire una sola rampa di scale, diciamo una ventina di gradini.

Questo, a quanto mi è dato di capire, invece, non è successo affatto, quindi è da respingere la faziosa richiesta dell’amministratore, la quale non ha tenuto conto della innovazione, del fatto che lei non fosse stato messo al corrente e che così facendo avrebbe violato i suoi diritti sui quali la legge non consente di incidere.

Lei, se così stanno le cose, si rifiuti categoricamente di subentrare nella proprietà e nell’uso, in quanto nulla avviene in automatico, quindi si rifiuti categoricamente di sopportare spese che non le competono nella maniera più assoluta.

Se, invece, lei fosse intenzionato a subentrare nella proprietà dell’impianto e quindi nell’ uso, deve ricevere copia di tutta la documentazione che comprova le spese sostenute nel lontano 1985 (FATTURE), rivalutare la spesa applicando l’indice di valutazione monetaria del 1985, pari a 2,2801, ovvero moltiplicando l’importo complessivo dell’impianto per 2,2801 per poi trasformarlo in euro, per applicare, poi, la tabella millesimale di proprietà dalla quale scaturirà l’importo che lei è tenuto a riconoscere ai condomini che sostennero la spesa iniziale, quindi non al condominio, anche se tutto transita attraverso lo stesso.

Per concludere, valuti attentamente tutta la questione, perchè lei è nelle condizioni di non riconoscere un solo euro per un impianto che non utilizzerà affatto.

Faccia valere questo suo sacrosanto diritto.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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