Ascensore e invalidità

Buongiorno, sono a scriverle un quesito riguardante l’alloggio di proprietà dei miei genitori, sperando che mi possa essere d’aiuto. L’appartamento è stato acquistato una quindicina di anni fa in un condominio composto da 4 piani. Mio papà ed io siamo gli unici residenti, in quanto trattasi di alloggi di villeggiatura per tutti gli altri condomini. Il condominio è provvisto di ascensore, per cui viene eseguita tutti gli  anni la manutenzione ordinaria per non far andare in deperimento la cosa comune ma nel contempo l’ascensore non è mai stato messo in funzione poichè


LA ringrazio se vorrà darmi un Suo parere e indicarmi la via da seguire, anche perchè abbiamo già provato a rivolgerci ad un legale ma sia i tempi che le spese diventavano “importanti”. Cordiali saluti, C.P.nessuno ne ha interesse venendo in vacanza solo un paio di settimane all’anno e non avendo intenzione di sostenere le spese relative alla messa in esercizio e all’energia elettrica.  Pertanto,a  seguito di nostra richiesta, l’assemblea ha sempre deliberato che, avremmo potuto utilizzare la cosa comune a nostre spese (energia elettrica, manutenzione, adeguamento a normative per la sicurezza dell’apparecchio). Preciso che l’alloggio è stato acquistato con menzione di tale servizio nell’atto e presente inoltre nel regolamento di condominio. Segnalo inoltre che da un paio d’anni mio papà è invalido al 100% per patologia oncologica. Abitando all’ultimo piano tale limitazione mi pare un abuso e non mi pare di riscontrare alcuna “innovazione” nell’utilizzo della cosa, come invece l’amministratore ha sostenuto per argomentare il suo diniego.

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Gentilissima signora, buona sera.

L’amministratore avrebbe fatto meglio a tacere anziché raccontare fandonie sull’uso dell’ascensore come INNOVAZIONE.

L’ascensore si può ritenere una INNOVAZIONE solo quando si deve installare a posteriori, non certamente quando esiste.

Una cosa è certa, l’edificio condominiale è nato provvisto dell’impianto  di sollevamento denominato ascensore, per cui, a prescindere dall’uso e/o dai costi d’esercizio da sostenere, deve funzionare in quanto c’è un condomino, per giunta disabile, che è ivi residente e abita all’ultimo piano.

Quando gli altri condomini acquistarono la propria unità immobiliare sapevano benissimo che l’edificio era munito di ascensore, quindi sapevano anche che c’erano delle spese da sostenere, mica pensavano di utilizzare la casa per determinati periodi lasciando ai soli residenti l’onere di affrontare talune spese.

Se nel regolamento di condominio, ritengo di natura convenzionale, è riportata una clausola che esclude dalle spese i condomini in caso di mancato uso, allora bisogna attenersi, ma se non è riportato nulla, tutti, dicasi tutti, per tabella millesimale devono ripartirsi le spese di esercizio e manutenzione.

E’ bene fare presente quanto da me detto all’amministratore, in quanto non può costui statuire oltre le proprie competenze violando i diritti di chi risiede nel condominio, in quanto la legge non gli consente di incidere.

Gentile signora, se è pur vero che ricorrere al giudice significa esborso di euro e perdita di tempo, visto che la giustizia ha sempre tempi infiniti, è altrettanto vero che il giudice di pace può entrare nel merito, quindi nel caso di risposta negativa da parte dell’amministratore, diventa indispensabile presentare un ATTO di citazione nei confronti del condominio al giudice di pace, per VIOLAZIONE DEI DIRITTI DEL SINGOLO.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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