Anno nuovo, tassa nuova

Con l’anno nuovo il fisco ci regala la Iuc, l’imposta unica comunale. Che prende il posto della vecchia Tares, introdotta dalla legge di stabilità.

Una nuova imposta, che si compone di tre voci diverse, l’Imu sugli immobili diversi dall’abitazione principale, la Tari (tassa rifiuti) e la Tasi, che colpisce tutti gli immobili.

Si pagherà  entro il 16 giugno – Ma ogni Comune stabilisce il numero di rate e le scadenze, prevedendo anche il pagamento separato di ogni singola imposta in momenti diversi.  Si compone dunque della componente patrimoniale e  dei servizi comunali, sia quelli cosiddetti indivisibili che costituiscono la Tasi a carico sia del possessore che dell’utilizzatore della proprietà, sia quelli sui rifiuti, la Tari, a carico del solo utilizzatore.

Tari, la tassa sui rifiuti, dovuta da chiunque possieda locali o aree scoperte che siano in grado di produrre rifiuti. Si baserà sempre su una tariffa e sui metri quadri dell’immobile. I Comuni potranno introdurre metodi di calcolo basati anche sulle quantità reali di rifiuti prodotti e stabilire riduzioni ed esenzioni sulla base della capacità contributiva del nucleo familiare.

Tasi l’imposta sui servizi indivisibili (illuminazione pubblica, manutenzione del verde e delle strade…). Si applica a tutti gli immobili, anche le abitazioni principali e le relative pertinenze.  Per calcolarla si usano le stesse regole stabilite per l’Imu (si rivaluta la rendita catastale del 5% e la si moltiplica per 160) e si applicano le aliquote deliberate dal Comune. L’aliquota massima applicabile nel 2014 è dello 0.25%. Il Comune può stabilire però riduzioni o esenzioni sulla base della capacità contributiva della famiglia calcolata attravarso il nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente. E’ dovuta sia dal proprietario che dall’affittuario che deve versare dal 10 al 30% del totale annuo.

Imu. Continua a essere applicata agli immobili diversi dall’abitazione principale e a quelli iscritti a catasto con classe A1, A7 e A9 (abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi), anche se usati come abitazione principale.

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