Amministratore interno imposto da regolamento

Gent.mo geom. Terracciano, le scrivo per chiederle un’altra cortesia. Nel condominio di mia sorella esiste un regolamento contrattuale di oltre 30 anni fa. Un articolo di detto regolamento stabilisce che l’amministratore debba essere un condomino. Molti condomini, tra i quali un avvocato, si stanno attivando per far cambiare tale articolo un po’ portando avanti una sentenza della cassazione (18477 del 9 agosto 2010, modifica tabelle condominiali ) applicabile, a loro dire, per analogia e un po’ sostenendo che mentre le clausole di natura contrattuale possono essere modificate soltanto dall’unanimità dei condomini e non da una deliberazione assembleare maggioritaria, avendo la modificazione la medesima natura contrattuale, le clausole di natura regolamentare sono modificabili anche da una deliberazione adottata con la maggioranza prescritta dall’art. 1136 secondo comma cod. civ. Io, se posso  dire il mio parere, sono contrario a ogni modifica del regolamento contrattuale però mi affido alla Sua scienza ed esperienza con la forte preghiera di farmi conoscere il suo parere ACCOMPAGNATO POSSIBILMENTE DA QUALCHE SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE. Sempre grato la ringrazio e Le porgo i miei cordiali saluti. V.

Egregio signor V., buona sera.

Senza andare a ricercare sentenze da applicare per analogia, le dico subito, lo può riferire anche agli altri condomini, avvocato compreso, che l’amministratore, turnario immagino, da scegliere tra i condomini partecipanti al condominio, previsto dal regolamento di condominio contrattuale è una prassi praticamente NULLA da sempre, in quanto l’ex articolo 1138 del codice civile, comma ultimo, stabilisce che in nessun caso le norme del regolamento possono derogare alle disposizioni dell’ex articolo 1129 del codice civile, INDEROGABILE, relative alla nomina e alla revoca dell’amministratore, che sono attribuite esclusivamente all’assemblea, quindi non imposte da nessuno.

Per chi, fino ad oggi e sono trascorsi 30 anni, ritiene che questa prassi sia legittima, chiunque può legittimamente rifiutarsi di svolgere l’incarico, per una ragione molto pratica:

il regolamento non poteva e non doveva statuire in tal senso, perché avrebbe violato i diritti del singolo condomino, sui quali la legge non consente di incidere.

In 30 anni la materia condominiale, pur rimanendo controversa e farraginosa, è cambiata notevolmente, vuoi per le varia Finanziarie, vuoi per il Decreto Bersani, vuoi per la normativa sulla sicurezza e vuoi per le responsabilità fiscali, civili e penali che incombono sulla figura emblematica dell’amministratore, per cui è bene affidarsi esclusivamente a professionisti che svolgono prevalentemente l’attività di amministrazioni condominiali.

Se per eccesso di zelo si volesse modificare la clausola contenuta nel regolamento di condominio, ebbene, è sufficiente che la maggioranza degli intervenuti, con 500 millesimi approvi la delibera, dichiarando semplicemente NULLA la clausola per i motivi anzi descritti.

Personalmente non ne farei assolutamente un dramma e  riterrei la clausola praticamente NULLA.

Quindi trascriverei sul registro dei verbali che l’assemblea, SOVRANA, è l’unica a decidere sulla la nomina e sulla revoca dell’amministratore, contrariamente a quanto riportato al punto…..del regolamento, in quanto NULLO,

Un avvocato condominialista non potrà che confermare quanto da me scritto.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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