Amministratore giudiziario, compiti

Carissimo Oreste Terracciano, buonasera.

Viene nominato un amministratore giudiziario il quale aumenta le quote condominiali dicendo, per es., pagavate 20,00 ora ne pagherete 40,00 perche’ ha ereditato un buco di debito notevole.

Penso che cio’ non vada bene, si dovrebbe convocare l’assemblea e discuterne.

Io ci andrei piano anche perche’ bisognerebbe accertare, con carte alla mano, anche se e’ faticoso ( si tratta di tre anni del precedente amministratore ) la reale consistenza  del debito e le responsabilità’ dell’ex amministratore e valutare la opportunità di un eventuale azione legale i cui tempi – siamo n Italia – verrebbero dilatati con sicuro detrimento per il condominio e con la possibilità che pretese da parte di eventuali creditor possano complicare ancora di più la situazione.
Che ne pensi?

L’amministratore giudiziario è un amministratore come tanti, messo lì dal giudice su ricorso di questo o quel condomino, per cercare di dare una gestione corretta al condominio divenuto ingestibile per tanti motivi, per cui è revocabile dall’assemblea in ogni momento se non dovesse essere all’altezza della situazione.

Fatta questa doverosa premessa, la tua considerazione, sull’aumento arbitrario delle quote, è corretta, in quanto il signor amministratore avrebbe dovuto convocare l’assemblea e farsi autorizzare alla costituzione di un fondo cassa ad hoc, così si chiama,  per far fronte alle esigenze di condominio e alla mancanza di liquidità, invece, ha scelto la strada più breve.

Devi sapere che questi amministratori giudiziari, in quanto tali, ovvero nominati dal giudice, si vestono di autorità che nessuno ha loro conferito, quindi, poiché ereditano, di solito, situazioni condominiali farraginose, difficili e litigiose, si sentono in dovere di fare e disfare a proprio piacimento, dimenticando che COMUNQUE amministrano un CONDOMINIO.

Per le mancanze contabili precedenti, è bene sapere, che non ha alcun obbligo di ricostruire il passato, non spetta a lui, spetta, invece, ad ogni condomino agire giudizialmente, per il danno pro quota ricevuto, nei confronti del precedente amministratore.

E’ bene tenere presente che non è impresa facile ricostruire 3 anni di mala amministrazione, è un’impresa ardua per la quale è meglio metterci una pietra sopra o stendere un velo pietoso.

Secondo il mio parere si possono ravvisare sempre dei concorsi di colpa, nel senso che i condomini avrebbero dovuto controllare l’operato dell’amministratore, invece hanno, come sempre, taciuto.

Cordialmente

Geom. Oreste TERRACCIANO

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