Diventare amministratore oggi: ne vale la pena?

Egregio geometra Terracciano, gradirei conoscere un suo spassionato parere sulla figura dell’amministratore oggi, se veramente vale la pena iniziare un percorso professionale di questo tipo.

Grazie come sempre e saluti A.F.

Egregio signor A.F., buon giorno.

Come sempre le rispondo dichiarandole il mio pensiero in proposito dopo che ho trascorso diversi anni come amministratore:

La figura dell’amministratore di condominio nell’arco dell’ultimo decennio, ma direi da prima ancora, è radicalmente cambiata da quella che un tempo veniva definita  il “”CAPOCONDOMINO””, figura emblematica  che il più delle volte era rivestita da un condomino interno disponibile o imposto, tra virgolette, a rotazione dall’assemblea.

Di solito le assemblee si svolgevano presso la dimora dell’amministratore o, in caso di indisponibilità, nel portone dell’edificio, questo, a onor del vero, succede ancora oggi, forse perché i costi eccessivi inducono a riflessioni di altro tipo, tra le quali quella del “”dio risparmio””, non a torto.

Oggi l’amministratore, ma c’è ancora tanta strada da fare, dovrebbe essere, il condizionale è d’obbligo, un professionista, invece, assistiamo a tanta improvvisazione, ragion per cui i professionisti, tanti comunque, si possono contare con le dita delle mani, sperando sempre che il condominio non debba trovarsi nei guai fiscali, civili e penali da una parte e con morosità incolmabili dall’altra.

I compensi di detti, affidabili, professionisti, i quali si trovano a combattere con una concorrenza sleale, sono a volte irrisori, irrilevanti a discapito della buona gestione del pater familias, come dovrebbe essere quella dell’amministratore.

Si va da 2 € a condomino fino a 6 – 8 € mensili lorde, quindi è facilmente immaginabile cosa potrà dare l’amministratore in termini di affidabilità professionale.

La cosa che lascia veramente perplessi e che induce ad una seria riflessione, è che, nonostante questi compensi IRRIGUARDOSI – RIDICOLI, molti condomini, in assemblea, hanno l’ardire di rinfacciare all’amministratore che il condominio gli corrisponde un “””COMPENSO”””, per il quale deve servirlo a mò di “”schiavetto””.

Oggi, questa è una realtà riscontrabile un po’ ovunque, realtà che, in barba a qualunque dettato del regolamento di condominio contrattuale, dicasi contrattuale e non assembleare, ha portato allo sfascio molti condominii, dove oramai si riscontra solo un senso di disgusto per ogni ipotetica iniziativa.

Oggi il motto è: avere quanti più condominii possibile per tirare a “”campare””!!!

Cordialmente

Geom. Terracciano

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