Donald Trump - presidente USA

USA: Effetto elezione Donald Trump sui mercati

Sono davvero così negative le implicazioni sui mercati dopo la vittoria dell’elezione delle presidenziali USA messa a segno da Donald Trump ?

I mercati sembrano non avere subito alcuno shock dalla vittoria derivante dalla elezione in USA di Donald Trump . Sembra che siano lievitati di alcuni titoli azionari. Discorso molto diverso merita il settore obbligazionario che sembra sia in procinto di crollare.

Fatto salvo lo shock di Tokio all’indomani dell’elezione di Donald Trump ed il crollo dei soli futures USA ampiamente recuperato in poche ore, i mercati azionari non hanno subito sconvolgimenti.

Nei giorni successivi sembrano aver apprezzato. Diversamente è andata per l’obbligazionario che soprattutto in Italia ha registrato un piccolo crollo.

Che cosa dovrebbe accadere nel lungo periodo, una volta che si saranno esaurite le componenti emotive?

Il mercato come sempre è guidato da rumors, certezze e politiche economiche, gli elementi macro che influenzano ed influenzeranno sono:

  • referendum italiano
  • politica economica di Donald Trump
  • elezioni Governi europei del 2017
  • scelte delle Banche Centrali
  • andamento economia cinese ed emergenti.

E’ evidente che il gioco non è localizzato in poche regioni, ma presenta di conseguenza notevoli variabili aleatorie.

Ma lo stato reale dell’economia qual è?

In USA l’effetto del tapering si è fatto sentire con uno slancio dell’economia e quindi dell’inflazione. Il Governo USA dovrebbe supportare questo trend con nuovi investimenti (che innalzeranno il debito USA quindi i rendimenti obbbligazionari).

In Europa ed in Giappone lo scenario è radicalmente diverso, gli ultimi dati in Europa evidenziano ancora uno scenario statico, quindi ben lontano dallo scenario di crescita auspicato. Questo mal si concilia con le politiche USA che la Germania vorrebbe emulare. Pertanto, il prossimo discorso di Mario Draghi (BCE) sarà un evento chiave per capire la direzione che avranno i mercati obbligazionari europei e quindi il resto dei mercati finanziari.

I Paesi Emergenti non dovrebbero essere avvantaggiati dal protezionismo di Trump e dalla crescita dei rendimenti in USA che la Yellen. Vista la probabile dipartita potrebbe ad arte mantenere fermi per mesi “sparigliando” le carte sul tavolo.

Quindi l’attuale situazione è di estrema incertezza. Potrebbe essere un’ottima occasione di riposizionamento, soprattutto per i BTP italiani. Infatti, essendo scesi anche a causa delle vendite da parte delle stesse banche italiane che hanno avuto necessità di incassare per la trimestrale di settembre e per quella di fine anno. Ovviamente il tutto dipenderà dalle scelte della BCE.

 

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