inflazione

Oltre le politiche monetarie: osservato speciale inflazione

 

Ogni scelta delle banche centrali è stata fatta nel nome della crescita dei prezzi, misurata con il concetto di inflazione

La decrescita dei prezzi negli ultimi anni ha condizionato le scelte di politica monetaria. Almeno in Europa, a differenza degli Stati Uniti, in alcuni Stati come l’Italia, le spinte sono verso una stabilizzazione dei prezzi (fine della deflazione). Ma ancora manca l’inflazione

La crescita dell’economia è misurata attraverso alcuni fattori chiave, tra i quali spiccano principalmente PIL e di conseguenza la crescita dell’inflazione.

Infatti la presenza dell’inflazione, se da un lato svaluta la moneta, dall’altro è indice di fermento del mercato. Questo implica un clima di fiducia e produttività che si ripercuote sul PIL.

Elevati livelli di inflazione rappresentano un freno all’economia, in quanto materiali costosi implicano costi per le aziende, quindi minor competitività. Ad esempio nei Paesi emergenti l’inflazione è alta per via dell’economia fragile dovuta a forte indebitamento.

Ecco perchè le Banche Centrali dei Paesi sviluppati, quali BCE, FED, BOJ, BOE, mirano a portare l’inflazione intorno al 2%. Il mezzo usato è l’acquisto di titoli sul mercato. Riducendo i rendimenti, dovrebbero spingere gli investitori a lasciare il mercato finanziario ed investire denaro sull’economia reale.

Negli USA qualche effetto si è avuto, in Europa e Giappone la speculazione finanziaria e la mancanza di riforme bloccano questa spirale positiva. Questo rende inefficaci le azioni delle Banche Centrali. L’effetto collaterale è la creazione di bolle finanziarie dovute all’immissione di liquidità ad arte sui mercati.

La necessità di affiancare azioni dei Governi al probabile prolungamento del QE di Draghi in Europa è mandatorio. Il referendum italiano, nel caso di vittoria del No ed eventuale dimissione di Renzi, unitamente alle elezioni del 2017 in Francia, Germania ed Olanda, rappresentano rischi. Infatti,  potrebbero interrompere la via di riforme introdotta, favorendo i partiti populisti. Questi partiti senza nessuna strategia di mercato distruggerebbero gli sforzi sin ora condotti.

I mercati non amano l’instabilità!

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