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Tanto tuonò che piovve? … impressione di mercato

Il ciclo di rialzi del mercato azionario mondiale sta toccando range temporali record.

Il valore di mercato dello MSCI World ha più che raddoppiato il suo valore dal 2009 ad oggi. Lo S&P 500 ha quasi triplicato il suo valore, insomma numeri da capogiro.

Anche i Paesi Emergenti fanno segnare numeri impressionanti. L’Europa seppur con minore forza è positiva, ma con numeri più contenuti.

Che cosa porterebbe a concludere che la correzione del mercato potrebbe essere in arrivo?

I multipli di mercato, la lunga scia di rialzi, le difficili promesse di Trump? Non esattamente.

Mercato USA: i multipli di mercato sono elevati ma non sbalorditivi. I rialzi sono in corso da tempo, ma non esiste una regola se i fondamentali ci sono. Infine, non è detto che il rally dei mesi scorsi sia dovuto a Trump, ma semplicemente agli utili aziendali (dopo l’elezione di Trump i futures USA erano in profondo rosso).

Mercato europeo: i multipli di mercato sono elevati, ma inferiori agli USA. I rialzi sono stati anche interrotti nel tempo. La crescita dei mesi scorsi è stata guidata da distensioni politiche, avanzamenti sul fronte bancario.

Mercati Emergenti: i multipli non sono elevatissimi. I rialzi hanno subito diverse frenate. La crescita è stata sostenuta principalmente dalla ripresa dei corsi delle commodities.

Che cosa potrebbe mettere in difficoltà questo incantesimo che dura dal 2009?

USA: seppur i multipli non siano al top, il confronto con gli utili attesi non è in linea con le previsioni. Molte trimestrali non mostrano l’energia attesa. Un’analisi di Lukas Daalder (Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions), evidenzia che, a fronte di una crescita del 15% del 2016, nel 2017, stando ai risultati del primo trimestre la crescita potrebbe essere del 13%, elemento necessario ma non sufficiente a decretare una correzione.

Europa: la crescita degli utili è interessante. Il substrato politico sembra aiutare i mercati (anche se gli spread dei perifierici hanno acceso da mesi la luce rossa). I multipli sono inferiori agli USA ed in molti Paesi i massimi sono ancora lontani. Allora perchè ad ogni news interna o tentennamento d’oltreoceano gli indici subiscono pesanti flessioni? Probabilmente gli squilibri evidenziano mancanza di maturità del ciclo economico europeo.

Paesi Emergenti: il rally delle commodities ha dato forza alle valute locali ed all’industria locale, ma la mancanza di mercati di sbocco garantiti e le frequenti oscillazioni delle commodities, uniti a problemi atavici (e.g. corruzione in Brasile, autoritarismo in Turchia, frequenti scontri politici in Sud Africa, debito in CIna) non danno slancio ai mercati (seppur le ultimi performance siano di tutto rispetto). L’enorme debito cinese inolt potrebbe creare qualche difficoltà in grado di influenzare il mercato pesantemente.

Molti sperano in una correzione semplicemente perchè da statistiche hanno misurato questa possibilità (principalmente hedge fund) e con le loro scelte potrebbero influenzare il mercato conferendogli quell’alea di apparente irrazionalità. Altri danno motivazioni razionali, occorrerà vedere quanto questi fattori riusciranno a dare forza ad una direzione piuttosto che ad un’altra…

 

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