Startup

Startup alla prova delle elezioni

Startup : guardano con interesse le elezioni?

E la politica che cosa ne pensa?

La fotografia attuale.

Al 31 dicembre 2017 le startup innovative registrate erano 8.391. Un indotto da circa 50.000 addetti.

Il 25% è localizzato in Lombardia. Marche e Trentino all’inseguimento.

La redditività non presenta dati travolgenti. Quindi il contributo sul PIL non può essere ancora rilevante. Emerge che a differenza delle grandi imprese, tendono a reinvestire una percentuale più alta delle loro disponibilità.

Il trend rispetto agli anni precedenti presenta una vorticosa crescita.

Il problema è che rispetto alle altre nazioni europee, i fondi raccolti per startup sono pochi. Questo relega l’Italia in fondo alle classifiche. Ma c’è una lieve risalita rispetto al passato.

Vediamo oltre i confini.

In Francia, terza forza europea dopo Grand Bretagna e Germania, l’investitore principale è il Governo. La strategia seguita è quella di integrare i prodotti nati dalle startup in favore di grandi aziende. Così ci può essere maggiore facilità di finanziamenti da parte di grandi imprese.

In Olanda, quarta forza europea invece è StartupDelta una partnership pubblico-privata a guidare la gestione. StartupDelta collega cluster tecnologici e startup per avere maggiori sinergie. Le sinergie sono sia tecniche, sia finanziarie. L’idea è quella di avere un’interfaccia unica senza ridondanze per minimizzare le dispersioni. Così Governo ed imprese coinvestono nelle startup.

In Italia la situazione si presenta molto spezzettata. Esistono molte fonti di finanziamento pubbliche (Governo, Regioni ed enti vari) e private, ognuno con piccole dotazioni. Questo favorisce la dispersione di risorse e di idee e talvolta perdendole.

La proposta del ministro Carlo Calenda (Industria 4.0) contiene alcuni degli ingredienti. Citiamo ad esempio le agevolazioni per le imprese che investono in startup.

Manca il collante tra le varie iniziative per evitare dispersioni. Mancano i PIR dedicati al settore. Sarebbero un’ulteriore fonte di finanziamento. Burocrazia e tasse sono ancora troppo presenti.

Questo chiedono le startup alla politica.

Nei programmi elettorali.

Il PD introduce estensioni al piano Industria 4.0 e finanziamenti settoriali.

M5S promette finanziamenti generici per nuovi lavori e per la produttività in settori strategici.

Il centro destra promette un generico impegno nella semplificazione del crowdfunding.

Liberi e Uguali non affronta l’argomento.

Più Europa sostiene il programma Industria 4.0 del ministro Calenda.

Poche tracce e soprattutto poca chiarezza sulle fonti di finanziamento.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili al link Wall Street Italia.


 

Per ulteriori dettagli contattaci cliccando qui.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo. Può essere modificato in qualsiasi momento. NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.