stagnazione

La stagnazione secolare

La stagnazione secolare trova le sue radici negli anni ’30 ad opera dell’economista Alvin Hansen.

Nella stagnazione, si verificano squilibri nelle economie industriali che soffrono di un’aumento della propensione al risparmio e della diminuzione di quella a investire, portando a frenare il risparmio, la crescita e l’inflazione azzerando i tassi d’interesse reali.

Analizzando attentamente i flussi economici dei mercati attuali, non è difficile associare l’attuale stato di cose a quello descritto dalle frasi su esposte che descrivono la stagnazione secolare.

In uno scenario di questo tipo non si vede nessuna possibilità di avere un'accelerazione della produzione, indi di creazione di valore, pertanto non si fa altro che spostare denaro da una parte all'altra.
Qual è l’influenza che possono avere le Banche Centrali?

Le Banche Centrali hanno un ruolo chiave nell’evitare la stagnazione perchè i motivi che le hanno spinte ad immettere liquidità sul mercato sono principalmente il basso livello di inflazione e gli elevati debiti di alcuni Stati, anche se questo secondo punto non può essere ammesso perchè solleverebbe l’ira di molti (e.g. Germania), ma in realtà vedendo la composizione del board BCE e gli scontri con la minoranza, non è difficile dedurlo.

Di per sè il primo principio specialmente sono assolutamente inattacabili come motivazione, ma al solito un paziente imbottito di medicinali, avrà degli effetti collaterali.

Quali possono essere i possibili effetti collaterali legati all’immissione di denaro “facile” in circolazione?

Il rischio principale è la generazione di una bolla speculativa che inevitabilmente con la fine delle immissioni di liquidità non può far mantenere gli stessi prezzi dei titoli prezzati al di sopra del loro valore effettivo.

Ma da soli questi stimoli servono a poco, come indicato anche ieri da Draghi sono trapelate parole di allarme, perchè la Banca Centrale ha fatto il suo dovere, ma la politica, che segue altri canali non ha ancora avviato seriamente il programma di riforme come fatto dagli Stati Uniti d’America per far si che le misure di sostegno ai mercati si traducano anche nella società generando quell’accelerazione dell’economia che nel caso non si verifichi determinerebbe l’implosione delle misure non convenzionali messe in campo dalle Banche Centrali e non in secondo luogo la famigerata e temuta stagnazione secolare!

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