S&P

S&P rating , una lettura oltre …

S&P rating : BBB con outlook negativo.

Un anno fa circa S&P rating promuoveva l’Italia dopo anni di buio.

Oggi a circa 5 mesi dall’insediamento del nuovo Governo ed 8 mesi del nuovo Parlamento eletto, S&P rating ritorna a vedere nubi.

S&P rating titola così.

Outlook On Italy Revised To Negative On Risks To Economic Growth Following Budget Plan; Ratings Affirmed At ‘BBB/A-2’“.

Nel report S&P rating evidenzia quattro elementi chiave alla base dell’analisi e del downgrade dell’outlook.

  • La politica fiscale ed economica: mina il percorso di crescita e di conseguenza il percorso di riduzione del rapporto debito/PIL“the Italian government’s economic and fiscal policy settings are weighing on the country’s economic growth prospects, a critical driver of government debt-to-GDP trajectory”.
  • Alla luce dei dati sui rendimenti dei titoli di Stato, S&P rating evidenzia che la fiducia degli investitori è ridotta. “the government’s planned economic and fiscal policy settings have eroded investor confidence”. Pertanto, le banche detenendo una importante quota di debito pubblico, avranno sempre maggiore difficoltà di accesso al mercato dei capitali. “This in turn is negatively affecting the banks’ access to capital market”. Elemento chiave del loro business per prestiti alle famiglie e soprattutto alle PMI. In futuro tali criticità potrebbero impattare anche i ratio patrimoniali delle banche. Di conseguenza gli stimoli all’economia italiana saranno ridotti da questo fattore fin ora trainante.“reduce the banks’ capacity to fund the Italian economy as they divert resources away from the private sector, particularly SMEs”.

Analogamente a Moody’s, anche S&P rating intravede forti criticità dall’applicazione della politica economica del Governo italiano.

Essendo delle criticità legate al come ed al quando verranno applicate le riforme, a differenza di Moody’s preferisce rivedere soltanto l’outlook. Si tratta di proiezioni nel caso in cui la manovra venisse approvata ed applicata. Ma molti dettagli non sono noti. Pertanto, potrebbero emergere sorprese. Lo scampato declassamento non è motivo di gioia, come dicono alcuni politici. L’outlook è propedeutico al declassamento nel caso si materializzassero le ipotesi ventilate.

E' la frase più allarmante!

“The negative outlook signifies that we could lower our ratings on Italy”.

 

Se non si verificassero le ottimistiche ipotesi fin qui paventate, si aprirebbe il baratro.

Infatti, precisa S&P rating, nel caso in cui i rapporti debito/PIL e deficit/PIL subissero incrementi rispetto alle previsioni e le condizioni finanziarie del Paese dovessero peggiorare ancora, nell’arco di massimo 24 mesi il rating verrebbe ridotto.

Ma potrebbe anche rivedere l’outlook a stabile se ci fosse un’accelerazione della ripresa economica con conseguenti ripercussioni sul rapporto debito/PIL. “the economic recovery is accelerating”. Anche la riduzione degli NPL o garanzie ulteriori sui depositi italiani sarebbero un elemento positivo per le future valutazioni. “if we saw further significant progress in restoring Italy’s financial sector”. Pertanto, è evidente che tutte le argomentazioni sono in funzione del debito pubblico monstre dell’Italia.

Moody’s invece partiva già da un outlook negativo sulle prospettive del Paese. Pertanto vedendo materializzarsi delle criticità, ha di conseguenza ridotto il rating.

Altro fattore di preoccupazione sono i calcoli presentati dall’esecutivo. Infatti, S&P rating rivede la proiezione del rapporto deficit/PIL 2019 al 2,7% piuttosto che al 2,4% dichiarato dal Governo. Anche il rapporto debito PIL dovrebbe rimanere in un intorno dei valori attuali, rimandando ancora l’inizio della discesa. “Italy’s government debt to GDP will, in our view, no longer continue on a downward path”. Preoccupazioni sono legate anche all’inversione del ciclo monetario della BCE che finora hanno sostenuto le finanze italiane.

Ulteriori note.

S&P rating dedica un paragrafo anche al sistema pensionistico. Infatti è caratterizzato da un cambiamento demografico in corso che andrebbe ad avere un peso notevole sul debito nel caso in cui venisse modificato secondo i piani del Governo. “will in our view reverse past reform gains and threaten the long-term sustainability of public finances”.

Anche S&P rating come Moody’s vede nelle riforme del Governo, impatti di breve termine sul PIL. Non vede molto spazio a riforme strutturali volte alla crescita.

Un altro pesante warning è legato alla scarsa forza monetaria dell’Italia rispetto alle grandi potenze economiche. Anche qui emerge il pesante limite operativo legato al debito. “we consider Italy’s fiscal flexibility to be more limited in comparison to other wealthier and more dynamic G7 economies”.

Aspetti positivi, anche Per S&P come per Moody’s, la ricchezza e la diversificazione dell’economia, unitamente ad un saldo delle partite correnti positive da anni che evitano il peggioramento della situazione.

Il PIL 2019 è visto all’1,1% ben al di sotto delle proiezioni del Governo.

Che cosa succederà all’apertura dei mercati?

Non si legge l’annuncio di un crash, si evidenziano rischi qualora non si verificassero determinati eventi. Ma la manovra in sè lascia la situazione in stand-by, quindi i rischi di aumenti dei rendimenti dei titoli di Stato italiani e dello spread, già saliti nei mesi scorsi, non dovrebbero verificarsi.

Ulteriori approfondimenti dell’autore sul tema sono disponibili sulla testata che segue al link: Wall Street Italia.


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