Germania

Sfida Europa: Germania contro Italia non solo calcio

L’eterna sfida Germania contro Italia ha caratterizzato non solo la storia calcistica ma anche quella economica e politica.

Questa sfida Germania vs Italia ha caratterizzato la nascita dell’Europa, evidenziando sin dall’inizio differenze di mentalità e di cultura che nonostante la rivalità è costantemente sfociata in un accordo seppur a caro prezzo.

Sin dal periodo dell’Impero Romano, la Germania si è scontrata con l’Italia che all’epoca era in costante predominio, il trascorrere dei secoli ha consentito alla Germania di assumere una struttura molto meno primordiale e molto più votata all’economia ed alla cultura, imparando da chi come l’Italia poteva insegnare molto in questi termini.

I tristi primati legati alla seconda Guerra Mondiale hanno caratterizzato l’essenza della Germania associandola a concetti quali il nazismo, indi il totalitarismo.

Grazie alle volontà congiunte di Italia, USA, Europa la Germania è riuscita ad avere una cancellazione dei debiti che non le avrebbero mai permesso di conoscere lo sviluppo economico che ha conosciuto durante il secondo dopoguerra che ha trovato il suo apice dopo l’unificazione degli Stati europei all’interno della UE e dell’avvio dell’unificazione monetaria.

Infatti gli ultimi 15-20 anni hanno visto una crescita del PIL della Germania costantemente migliore rispetto agli altri Stati europei che vedevano crollare il loro PIL.

Oggi, rispetto al passato la Germania ha un ruolo di primo piano, dal punto di vista produttivo primeggia ma purtroppo non è leader da un punto di vista di carisma.

Infatti, in ogni occasione emerge la volontà di supremazia rispetto agli altri Stati all’interno dei confini europei dei quali sembra voler trarre solo vantaggi.

Tre sono gli eventi principali nei quali sono emerse delle dissonanze rispetto al progetto europeo:

  • Brexit
  • debito pubblico degli Stati membri, indi austerity
  • NPL delle banche

Nel caso della Brexit, l’evidente volontà di ostacolare le richieste inglesi a febbraio, nonchè i tentativi di premere sulla Gran Bretagna affinchè comunichi la decisione di uscire dalla UE senza nascondere la velleità di Berlino di intercettare i fondi e le aziende che potrebbero lasciare (eventualmente) Londra per stabilire il loro quartier generale.

A questo punto perchè Napoli, Roma o Milano, principali città italiane non chiedono all’UE di avere gli stessi privilegi che aveva Londra, così da intercettare quelle che sono le eventuali uscite dalla City e vista la situazione di affanno che hanno rispetto al resto dell’Europa ottenere un’opportunità di recupero?

Nel caso del debito pubblico degli Stati, le dure regole di austerity imposte agli Stati membri portate all’esasperazione nel caso greco lo scorso hanno, nonchè il continuo ricorso ad attacchi alla BCE per il QE voluto da Draghi, in assenza del quale l’Europa dal punto di vista monetario sarebbe fallita ancor prima di quella politica. Bisognerà vedere cosa succederà al rinnovo del mandato di Draghi sul quale la Germania vorrebbe sindacare imponendo un suo rappresentante che potrebbe metter fine a questo tipo di politica espansiva.

Infine, gli ultimi 6 mesi hanno costantemente visto un attacco in grande stile alle banche italiane, che a differenza della Germania che ha provveduto a ricapitalizzarle con fondi pubblici prima di avviare il cambio normativo, sono rimaste con  pesanti quantità di debiti di difficile riscossione.

L’ultima settimana la Merkel non ha perso occasione, in pieno recupero delle borse post-Brexit, di impedire la rimonta esprimendo pareri personali, non avallati nè da leggi, nè dagli altri partner circa le proposte di Renzi di utilizzare finestre offerte dalle leggi europee per consentire alle banche italiane di respirare, richieste accettate poi dalla Commissione Europea perchè compliant alle normative in essere.

La sfida calcistica abbiamo visto che è terminata con un pareggio, nonostante l’Italia apparisse come la pecora nera della situazione, solo la fortuna ha decretato l’avanzamento della Germania, probabilmente il paragone sul piano politico – economico è uguale, chissà che cosa deciderà la fortuna…

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