referendum

Referendum Italiano?

Referendum Padano: è stato davvero un plebiscito?

Da decenni il Nord Italia attraverso la Lega Nord rivendica con referendum o altro in prima battuta l’indipendenza dal resto dell’Italia (separatismo di Bossi), in seconda battuta una semplice maggiore autonomia fiscale.

Le motivazioni sono arcinote, legate al presupposto che la produzione del PIL nazionale è al nord, mentre il Sud dopo decenni di assistenzialismo nonostante tutto non è riuscito ad ottenere una forza economica tale da competere a livello internazionale. Vero. Indi il referendum.

 

Nel primo censimento dell’unità d’Italia, gli addetti nell’industria erano:

  • 1.595.359 nel Regno delle Due Sicilie
  • 376.955 del Regno di Sardegna,
  • 465.003 della Lombardia,
  • 66.325 del Ducato di Parma,
  • 71.759 di Modena, Reggio Emilia e Massa,
  • 130.062 della Romagna,
  • 16.344 delle Marche,
  • 10.955 dell’Umbria,
  • 33.456 della Toscana.

Perchè richiedere l’Unità d’Italia nell’ottocento e rinnegarla oggi che si tende ad unire (si veda il sogno europeo)?

La sola Lombardia produce il 31% dell’export italiano.

Una delle richieste più evidenti è quella di lasciare alle casse regionali nove decimi delle entrate.

La scelta evidentemente impatta non solo la Lombardia e chi come lei chiede questa forma di autonomia basata sull’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, scritto nel 2001 con la riforma del Titolo V. Il problema è che quel comma non si occupa di entrate fiscali, ma di spese per servizi. Quindi il quesito ha un vizio di forma.

Un approfondimento è disponibile al link che segue sulla testata Wall Street Italia

 

 


Per ulteriori dettagli contattaci cliccando qui.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo. Può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.