valute e borse

Reazione delle borse

Borse: la reazione finalmente è arrivata: Milano +2,50

Dopo sei sedute di fila con il segno negativo e diverse settimane di cali, le borse europee reagiscono facendo segnare rialzi, spinte probabilmente dalle oscillazioni del mercato valutario.

Infatti, da aprile ad oggi si è potuto notare che le borse hanno perso terreno ed in particolar modo quelle del nord europa (vedi DAX tedesco), mentre quelle del sud (eccetto la Grecia) hanno perso meno in percentuale.

Se fosse da imputare alla sola crisi greca questo calo delle borse, chi avrebbe dovuto pagare di più sarebbero stati i mercati più vulnerabili come Italia e Spagna, ma così non è stato, forse per l’effetto benefico del QE? o forse per qualche altro fattore?

Sicuramente il QE ha aiutato tutte le borse europee, ma non giustificherebbe la difficoltà tedesca.

Una variabile inquietante è il cambio dell’euro che anzichè vedere un deprezzamento della moneta, come atteso dal QE ha visto un apprezzamento, probabilmente come rimbalzo dopo i forti rally messi a segno nei mesi precedenti.

Questa tesi trova una conferma nel fatto che i titoli quotati in borsa che hanno guidato il riscatto sono proprio quelli delle società che operano sui mercati delle materie prime scambiate in dollari, in primis quelle petrolifere che hanno recuperato parte delle difficoltà venute fuori sul finire dello scorso anno.

Questo vuol dire che la Grecia non fa più paura?

Certamente no, perchè la Grecia per il rischio che ha è stata in parte già scontata dal mercato, pertanto a meno di un eclatante default prima di fine giugno dovremmo assistere ad un pò di acquisti sui mercati azionari.

L’incognita resta invece l’obbligazionario ed il valutario:

– nel primo la flessione degli ultimi mesi deve essere interpretata, ovvero se rappresenta solo una presa di beneficio, oppure l’inizio di un raffreddamento dei prezzi, preludio del rialzo dei tassi

– nel secondo invece l’euro ancora non è abbastanza debole per consentire la ripartenza dell’inflazione.

Dall’altro fronte lo yen con la possibilità di un ulteriore iniezione di liquidità dal Giappone potrebbe dare fastidio al deprezzamento dell’euro.

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