Moody's

Moody’s doesn’t speak italian?

Moody’s conferma l’atteso verdetto.

Per Moody’s il rating italiano resta inchiodato sul livello Baa2 con outlook negativo.

Difficilmente ci si sarebbe aspettati una promozione da Moody’s per il rating dell’Italia. Pochi pessimisti temevano persino il declassamento, come avvenne con DBRS.

Si apre così il mese delle valutazioni sul rating per il Bel Paese. A breve attese per Fitch il 20 ottobre e per S&P il 27 ottobre.

La crescita italiana negli anni passati ha toccato preoccupanti punte negative. La prima caduta del 2008 a -1,2%  fino al picco nel 2009 -5,5%. Poi risalita lentamente verso il terreno positivo subito interrotto con le cadute consecutive del 2012 e 2013 (-2,5% e -1,8%), dopo si parla di decimali

Ma la ripresa è evidente che ci sia stata. Le riforme flebilmente ci sono state. Quel che è mancato è stata la riduzione del debito rimasto pericolosamente elevato ed un conseguente rapporto debito/PIL su livelli controllati grazie alle politiche di austerity ed alla lieve ripresa del PIL. tutto questo apre il fianco alle titubanze da parte di agenzie di rating come successo oggi con Moody’s.

 

Un approfondimento è disponibile al link che segue sulla testata Wall Street Italia.

Un altro articolo sul rating italiano da parte di Moody’s è offerto di seguito.

Moody’s ancora diffidente.

L’Italia ancora deve fare qualche piccolo sforzo per convincere Moody’s.

Baa2 con outllok negativo è il verdetto espresso da Moody’s.

L’agenzia di rating come da previsioni ha voluto mantenere una certa cautela nel valutare il debito pubblico italiano.

Nelle scorse settimane lo spread BTP-Bund ed il rendimento stesso dei BTP aveva subito pressioni rialziste. Stesso discorso per la borsa di Milano che dopo un settembre emozionante, l’ultima settimana ha lasciato qualcosa sul terreno. I motivi? Un pò per le scosse legate alle elezioni spagnole ed il possibile contagio alla Padania, un pò per l’attesa del giudizio di Moody’s che seppur qualche remota speranza ci fosse per un possibile innalzamento o almeno rimozione di quell’outlook negativo che preoccupa, qualche pessimista non escludeva addirittura un declassamento che avrebbe stravolto lo scenario italiano.

Sostanziale parità, in attesa della altre due sfide in arrivo in ottobre con S&P e Fitch.

Innegabili anche per Moody’s i segnali della ripresa in atto, riconoscimenti per l’operato del Governo sulle riforme e sulla risoluzione della crisi bancaria, ma non è sufficiente.

L’incertezza per l’esito elettorale e l’elevato debito pubblico sono elementi che preoccupano e pertanto occorre monitorare.

Il messaggio per la politica italiana è chiaro, da un lato è un bene che non ci sia stato l’upgrade, forse una ulteriore presa di coscienza per incalzare maggiormente sulla crescita potrebbe fare bene.

Un approfondimento è disponibile al link che segue sulle testate Yahoo Finanza e Trend Online.

 

Per ulteriori dettagli contattaci cliccando qui.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo. Può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.