Mattarella da www.ilfattonisseno.it

Mattarella: vittima di uno scontro ideologico?

Mattarella invita nell’esercizio delle sue funzioni Lega e M5S a proporre un nome alternativo al MEF.

Il significato di questo scontro con Mattarella va ben oltre i piccoli giochi per la guida del Paese dopo le elezioni.

Il casus belli è solo una detonazione controllata. Ma sarebbe avvenuta a breve in altri contesti forse ben più gravi.

L’ideologia liberale che ha dominato l’Europa negli ultimi secoli ha mostrato i suoi limiti alla società. L’austerity è stata l’occasione per evidenziare i limiti di questo modello economico.

La reazione a questo tipo di approccio che mette al centro imprese e sviluppo industriale matura negli anni con l’avanzare del welfare.

Le crisi con l’avvento dell’austerity portano a limare il welfare. Il processo iterativo di rimozione dei benefici ha la conseguenza immediata di portare le classi popolari numericamente più numerose delle elitè e degli imprenditori ad essere insoddisfatte. L’insoddisfazione viene colta dai partiti populisti che come noto più che sui contenuti si concentrano sulla propaganda e l’ideologia liberale viene minata alla radice con i principi di Keynes. Tali principi mescolati con i principi tipicamente di sinistra stroncano sul nascere qualsiasi pensiero liberale classico.

E’ questo il fenomeno che sta dietro lo scontro istituzionale di questi giorni.

Un fenomeno inarrestabile a meno di non introdurre dei cambi radicali nell’ideologia liberale. E’ una nuova filosofia economica che si fa strada, da vedere quanto sia sostenibile, ma è una reazione. Ed in quanto tale non si ferma senza idee nuove.

Nuova linfa, nuove sfide sono necessarie per cambiare il corso della storia in cui le nuove ideologie, ingaggiano venditori di professione per diffondere i loro principi. Ed i venditori si sa, devono “piazzare un prodotto”, indipendentemente dalla qualità.

E’ legittimo per Mattarella utilizzare gli strumenti offerti dalla Carta Costituzionale per fermare l’avanzare di programmi privi di sostenibilità. Anche alla luce delle minacce di Moody’s, pericolo non percepito dai più. Ma non è la soluzione. Se non supportata da concrete controproposte potrebbe diventare un boomerang per l’intera Europa e lasciare solo Mattarella.

Che cosa si aspetta il popolo?

Cambiamenti. Confindustria fa la sua proposta, altri devono seguire.

Trasferimenti di denaro per sostenere anche il proprio benessere che finora hanno solo visto dall’esterno e vissuto solo in alcuni anni. Ecco perchè è stata facile questa conquista da parte dei partiti populisti.

La risposta non può essere dare quello che offrono gli altri. La risposta deve essere una nuova filosofia economica che coniughi le sfide del futuro con le esigenze della popolazioni che apparentemente sembrano slegate. E continueranno ad essere slegate con i programmi visti in questi giorni.

Occorre una mossa che sia un colpo di scena è ciò che si aspettano tutti. Idee ne esistono tante, ma vanno affiancate ai contenuti.

Ad esempio partire da liste più ricche di nuovi giovani con idee ma senza legami politici. Tagli epocali sui numeri del bilancio della macchina di Parlamento e Governo. E mettere a punto una disciplina economica sostenibile partendo dalla proposta di Confindustria. Il tempo c’è, la possibilità anche.

 

Ulteriori approfondimenti dell’autore sul tema sono disponibili sulla testata che segue al link: Wall Street Italia.


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