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I mercati meditano sull’Italia

I mercati hanno già dato un parere sull’esito del voto del 4 marzo in Italia?

Che cosa abbiamo osservato:

  • lunedì 5 marzo:
    • il FTSEMIB in apertura cede intorno al 2%. Gli altri indici azionari europei sono tutti al di sopra della parità.
    • rendimento BTP decennale: impennata dei rendimenti sopra il 2% nelle prime ore.
  • Settimana dal 5 al 9 marzo:
    • indici azionari europei saldamente al di sopra della parità, con FTSEMIB intorno al +3% su base settimanale.
    • rendimento BTP decennale: rendimenti in discesa per chiudere la settimana intorno all’ 1,9%. Il dato è comparabile a quello delle settimane precedenti le elezioni.
  • Nessuno scostamento rilevante sull’oro.
  • Euro con oscillazioni in linea con quelle delle settimane precedenti tra 1,22 ed 1,24 nei confronti del dollaro.
E’ palese che il risultato elettorale non ha avuto alcuna influenza sui mercati per il momento.

Tra i fattori di controllo indubbiamente c’è stato il contributo della BCE che ha dosato le sue iniezioni di liquidità nei periodi cruciali. Questo ha limitato la volatilità.

Ma questi elementi da soli non sono sufficienti a spiegare la calma sui mercati.

La potenziale situazione di ingovernabilità deve ancora palesarsi. Per questo i mercati attendono la fine di marzo con l’insediamento delle camere.

A gettare acqua intorno al potenziale incendio ci pensano in molti.

Confindustria: non ha mostrato alcun problema circa la possibilità di nuove maggioranze, l’importante sono i contenuti. Sia Lega, sia M5S rispetto al passato hanno ammorbidito i toni verso l’euro e verso la critica al sistema, mostrando segnali concreti di apertura verso tematiche più economiche.

Che cosa vedono i mercati?

I mercati per ora vedono semplicemente attacchi tra forze politiche accompagnati da tentativi di corteggiamento. Nulla di preoccupante.

La sostituzione dei leader potrebbe essere il prezzo giusto da pagare per dirimere la bellicosità.

Vedono un Presidente della Repubblica con tutti i poteri necessari a poter gestire la situazione ed invitare alla responsabilità le parti.

Vedono un Europa vigile che monitora costantemente i conti pubblici italiani.

La ripresa seppur debole è in corso anche in Italia e se non muteranno gli scenari internazionali dovrebbe proseguire.

Ovviamente i mercati dopo la fase di contrattazione sui programmi si aspetteranno l’implementazione di nuove riforme ed ulteriori spinte. Li si potrebbe vedere la vera reazione dei mercati.

Paradossalmente la mancanza di una maggioranza chiara e netta può essere un elemento positivo. Infatti, in assenza di maggioranza è inevitabile l’accordo con forze politiche più orientate al controllo sui conti pubblici. Potrebbe essere un’opportunità.

L’attesa sarà lunga, in Germania è durata sei mesi ed i risvolti sono stati limitati movimenti ribassisti del DAX, nulla di più.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili al link Wall Street Italia.


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