Governo, Palazzo Chigi, da www.youtube.com

Governo del cambiamento: strizza l’occhio ai mercati?

Il Governo Lega – M5S si accinge a governare l’Italia.

I mercati finanziari hanno prezzato il contratto di Governo, connotati chiari, molto simile a quello di Berlusconi se non più costoso. Bocciato.

Spread e FTSEMIB fuori controllo.

Nel contratto di Governo a differenza di quanto fatto da Angela Merkel in Germania manca una roadmap temporale implementativa.

Generalmente i contratti hanno anche penali. Nulla di tutto questo è presente.

Chi tutela l’elettore? Nessuno

Carta stracci. Ma i mercati e ieri anche Fitch, danno peso a questa carta stracci.

Se si aggiunge che nel prossimo anno circa la metà del debito pubblico italiano (oltre mille miliardi di Buoni del Tesoro a breve, medio e lungo termine) dovrà essere rinnovato e l’occasione di rinnovarlo ai tassi attuali della BCE sarebbe un’occasione da non perdere, le “minacce” della finanza dovrebbero essere ascoltate. In fondo è la finanza che finanzia lo Stato italiano ed è legittimo che dica la sua.

Con gli attuali tassi, mediamente ogni anno l’Italia paga 70 miliardi di interessi sul debito, i rinnovi della scorsa settimana sono costati quasi 200 milioni in più alle tasche degli italiani. E visto che il programma di Governo è incentrato molto su idee che comportano spese, è inevitabile che con i mercati occorre dialogare. Ed i mercati spese senza coperture non le accettano.

Ancora numeri.

Cottarelli (visto con simpatia dal M5S per il piano tagli da 30 miliardi agli sprechi della macchina statale) ha snocciolato i numeri sul contratto di Governo scritto: tra i 100 ed i 125 miliardi di euro le spese, meno di un miliardo le entrate. A mio avviso è stato pessimista. Le maggiori entrate per famiglie ed imprese in arrivo con la flat tax (che da sola ha un costo prossimo ai 50 miliardi), dovrebbero dare un serio impulso ai consumi interni. Ma è chiaro che non saranno numeri stratosferici. A mio avviso il programma è flessibile, molte sono le cose interpretabili dalle quali si può ottenere qualcosa. Tutto sta alla volontà di chi lo implementa…

La probabile nomina di un tecnico a capo del Governo, non eletto dal popolo ma dal Parlamento, è la garanzia che M5S e Lega offrono al Presidente Mattarella per ottenere il risultato della nomina, ma soprattutto ai mercati che vedono un controllore di spessore quasi super partes.

Sono gli stessi vincitori delle elezioni a mettersi un freno, per evitare che il loro treno (e quindi l’ultimo treno degli italiani) deragli.

E’ pericoloso dire proviamo, perchè se le spese venissero affrontate senza coperture non esisterebbero altri paracadute.

Ulteriori approfondimenti dell’autore sul tema sono disponibili sulla testata che segue al link: Wall Street Italia.


Per ulteriori dettagli contattaci cliccando qui.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo. Può essere modificato in qualsiasi momento. NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.