Pillole di strategie

Per operare sul mercato non solo occorrono strumenti per investire, ma anche tecniche e strategie.

Di seguito sono indicate alcune elementari regole che utilizzate all’interno di  strategie più ampie, possono aiutare nella scelta dei titoli. E’ evidente che la mera applicazione di queste regole, come per ogni investimento, non è mai garanzia di risultato.

Ad esempio, Warren Buffett utilizza strategie basate sul value investing. Semplificando l’idea alla base delle strategie  utilizzate dal suo team, possiamo identificare i seguenti elementi:

  • rapporto Price/Earning per Share minore o uguale a 15;
  • rapporto Price/Book Value minore o uguale a 1,5;
  • prodotto tra Price/Earning per Share e Price/Book Value minore o uguale a 22,5.

Una tecnica che coinvolge più fattori può tenere in conto i seguenti multipli:

  • rapporto Earning per Share (EPS)/Price per indicare in percentuale il guadagno per ogni azione rispetto al prezzo. Più la percentuale è alta (maggiore del 10%) più i guadagni sono elevati.
  • rapporto Price/Earning per Share per indicare il tempo in anni per rientrare dell’investimento. Più il rapporto è basso (minore di 15), più è sottovalutato il titolo.
  • rapporto Capitalizzazione / CashFlow per indicare quante volte il mercato valuta i flussi di cassa monetari (quindi è più realistico del P/EPS). Più basso è il valore, più il titolo è sottovalutato.
  • rapporto Capitalizzazione / Fatturato per indicare quante volte il mercato valuta i ricavi totali di un’azienda.
  • rapporto Price/Book Value per indicare la differenza tra il prezzo di mercato rispetto al prezzo contabile. Valori minori di 1 indicano sottovalutazione del titolo, altrimenti sopravvalutazione.
  • rapporto Enterprice Value (EV) / EBITDA per indicare il rapporto del valore dell’impresa rispetto al margine lordo. Più il rapporto è basso (minore di 8-10), più è sottovalutato il titolo.
  • ROE: Return on Equity misura la redditività del capitale proprio rapportandolo con l’utile. Maggiore è il suo valore (superiore al 5-6%), migliore è il titolo.

Tali multipli non hanno una valenza in termini assoluti, ma vanno rapportati alle aziende concorrenti, nonchè alle prospettive di business dell’azienda in esame.

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