Fondi, ancora fondi

La parola d’ordine per le grandi società per la gestione del credito continua ad essere sempre e solo una: FONDI

Ulteriore conferma è la recente operazione (23 aprile)  tra Unicredit e Santander che ha visto (insieme a Warburg Pincus e General Atlantic), la fusione di Pioneer Investments e Santander Asset Management, per un portafoglio globale di quasi  400 miliardi di euro di asset in gestione.

Analizzando i trend si evidenzia una crescita costante degli investimenti privati versi i fondi, che letta con gli occhi di un trader si potrebbe pensare ad una bolla! E se fosse davvero così? La legge di mercato non cambia, nonostante passino gli anni e cambino le tipologie di prodotti.

La storia insegna che le crisi del 2008 e del 2011 non hanno risparmiato nemmeno i famosi fondi, i cui detentori hanno vistosamente visto precipitare i valori investiti dopo anni di crescita anche a doppia cifra.

In particolare, se si ipotizza una ripresa globale, fino a quando ci sono stimoli all’economia, il trend non dovrebbe subire variazioni. Che cosa succederebbe al termine degli stimoli?

Due sono gli scenari possibili:

1. ripresa della crescita che porterebbe ad un sostanziale mantenimento dei fondi azionari, ma non sono certo che quelli che sono i fondi ritenuti più affidabili dai consulenti quali gli obbligazionari, dopo i valori raggiunti oggi, possano continuare l’attuale ritmo di crescita, anzi…

2. mancata ripresa, quindi bolla finanziaria, con conseguenze che per gestioni poco attive, potrebbero avere conseguenza pesanti.

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