flat tax

Flat Tax in arrivo in Italia?

Flat tax: significa tassazione ad aliquota fissa.

Pensata nel 1956 dall’economista statunitense Milton Friedman.

La flat tax era diffusa in passato in alcuni paesi Baltici, Repubblica Ceca, Slovacchia, Islanda, Russia ed in alcune Repubbliche ex sovietiche, oltre che in molti paradisi fiscali.

Ovviamente ogni Stato nel momento in cui l’adotta la può declinare a proprio piacimento.

Le opzioni possibili sono diverse. Ad esempio l’applicazione per soggetti, ovvero se limitarla alle imprese piuttosto che alle persone fisiche. Oppure se lasciare una fascia no-tax area. Oppure se consentire le detrazioni fiscali. O ancora se prevedere due aliquote.

A seconda dell’applicazione determina vantaggi o svantaggi.

Teoricamente, in assenza di detrazioni fiscali potrebbe risultare controproducente. Vale soprattutto per i redditi più alti in caso di elevati investimenti.

La storia insegna che nei Paesi in cui è stata adottata, a meno dei Paesi Baltici, la ricchezza dei cittadini non ha avuto grandi vantaggi, men che meno la crescita. Ma le casse statali hanno riscontrato benefici. Quindi dipende molto dal modo in cui viene gestita.

Da quest’anno la flat tax è in vigore anche negli USA. La tassazione stabilita è al 15% per le imprese. L’obiettivo è un PIL al 4%.

Caso Italia.

In Italia in vista delle elezioni del 4 marzo, Berlusconi ha proposto la flat tax.

La proposta prevede tassazione al 23% con una no tax area a 12000 euro. I fondi per sostenere la flat tax a detta di Berlusconi si troverebbero nella revisione del sistema degli sconti fiscali, molto cari al PD, con la chiusura dei contenziosi e delle pendenze tributarie, e soprattutto con una forte riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale.

Nessuno può prevedere se sia possibile.

L’unico vincolo, oltre al mandato elettorale è la Costituzione italiana. Infatti essa prevede la progressività delle imposte. Ma come visto in passato, l’ostacolo è superabile.

L’humus che favorisce tale propaganda è indubbiamente da identificare nell’eccessiva tassazione che attanaglia il Paese. Oltre alle tasse sul reddito, si sommano le varie patrimoniali sotto diverse forme (casa,  auto, patrimonio finanziario), nonchè balzelli fiscali su gran parte delle transazioni effettuate dai cittadini. In questo modo si rende l’Italiapoco attraente all’investitore estero.

Nasce un problema prevalentemente etico in cui non c’è distribuzione della ricchezza adeguata, a meno dei redditi inferiori ai 12000 euro. Sicuramente sulla tassazione occorre intervenire, il come spetterà deciderlo agli elettori.

Ringrazio Elisa Prete di MTP Italia per il contributo.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili al link Wall Street Italia.

 


 

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