FOMC FED e tasso

FED e tasso di sconto: nuovi scenari sui mercati?

La Federal Reserve (FED) ha alzato lievemente il tasso di interesse in USA, adesso un nuovo corso dovrebbe caratterizzare i mercati.

Come tutti sanno l’iniezione di liquidità da parte della FED degli ultimi anni era stata affiancata da una riduzione del costo del denaro che aveva aumentato il valore dei titoli obbligazionari governativi al fine di aumentare il tasso di inflazione ed i prezzi dei mercati.

Qual è la situazione odierna?

Ad oggi l’inflazione non ha ancora raggiunto il target prefissato del 2% (nemmeno negli USA) che era l’obiettivo, ma dai dati che sono stati analizzati dalla FED circa lo stato di salute dell’economia a stelle e strisce, unitamente al sentiment dei mercati, la decisione fin troppo pubblicizzata di innalzare il tasso è stata attuata, resta il dubbio se l’aumento sia realmente figlio dell’analisi dei dati sullo stato dell’economia statunitense, oppure forzato dalle circostanze, in quanto l’attesa si sa è destabilizzante per i mercati.

Pertanto, il rischio che la FED abbia anticipato il mercato alzando il tasso è realistico?

Si, il rischio di un’eccessiva fretta da parte della FED sull’aumento del tasso è realistico in quanto l’indicatore principe legato all’inflazione non è stato soddisfatto,  ma è stata una mossa necessaria a causa della natura stessa dei mercati che spesso non fondano le loro scelte su motivazioni razionali, ma troppo spesso emotive, indi la scelta di avviare questa strada.

Inoltre, un ulteriore rinvio nel rialzo del tasso di sconto, oltre a destabilizzare i mercati avrebbe portato il rischio di non essere in grado di reagire ad eventuali nuove difficoltà in quanto la forza legata alla facoltà di alzare i tassi sarebbe stata inesistente se si fosse ripresentata una nuova crisi durante il periodo in cui i tassi sono a zero.

Questo rialzo del tasso di sconto, SCELTA OBBLIGATA per la FED?

Ebbene SI!

Le conseguenze che ci saranno sono parzialmente note e potrebbero anche essere esse stesse la causa della nuova crisi la cui target date è fissata dalle principali agenzie al 2018:

  • rischio emergenti
  • rischi default aziende molto indebitate a causa di un maggior tasso da pagare
  • mancata ripartenza effettiva dell’economia reale

 

Per ulteriori dettagli contattaci cliccando qui.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo. Può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

 

 4,362 total views,  1 views today