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FED: inversione politica economica in atto

FED: l’inversione di politica economica è in arrivo!

Dopo dieci anni di tassi ai minimi storici, per la prima volta la FED potrebbe decidere di alzare i tassi.

Excursus storico

La crisi economica che ha segnato gli ultimi dieci anni a livello mondiale ha spinto le banche centrali ad utilizzare una politica economica che disincentivasse l’utilizzo del denaro a scopi di investimento bancario, spingendo gli investitori maggiormente verso il mercato, quindi a mettere in circolazione il denaro perchè il suo rendimento investito su titoli a reddito fisso non era vantaggioso, soprattutto poi, con questo tipo di politica la quantità del denaro in circolazione veniva innalzata, svalutando la moneta locale.

Effetti

Chiaro è che queste politiche generali hanno pro e contro e variano a seconda di chi è l’attore, si innescano in queste condizioni speculazioni sulle valute, sui titoli di reddito e sulle azioni a seconda delle situazioni. Molte aziende vengono favorite nell’export a seconda di quanto la moneta locale sia più o meno forte di quella estera, altrettanto avviene per l’import.

In particolare negli USA, l’obiettivo che si era prefissa la FED è stato quello di incrementare il livello di inflazione, incentivare le aziende ad investire, incrementare l’occupazione, quindi a muovere l’economia facendo crescere il PIL.

Dai primi dati sembra che la FED sia riuscita in qualche modo a centrare questo obiettivo, anche se alcuni indicatori ancora non sono proprio convincenti.

Scenari attesi

Dalle indicazioni derivanti dal mercato dei Futures, dai dati sull’economia USA e dalle parole della FED, tutto sembra pronto a dare un segnale molto forte al mercato innalzando il costo del denaro, ma che cosa succederà all’equilibrio dei mercati?

Gli scenari che si stanno andando a costruire sono in qualche modo iniziati a prendere forma già durante la scorsa estate, anche se per via delle politiche ancora di segno opposto condotte dalle altre Banche Centrali, gli effetti sembrano a volta essere contrastanti, in particolare:

  • rafforzamento della moneta statunitense (dollaro forte) nei confronti delle altre valute
  • incremento dei tassi dei titoli obbligazionari statunitensi con conseguente riduzione del loro prezzo
  • indebolimento delle valute che si contrappongono al dollaro
  • aumento del debito degli Stati in via di sviluppo

Quest’ultimo punto potrebbe essere un elemento destabilizzante per il mercato in quanto gli Stati emergenti hanno in questi anni hanno creato benessere e fatto salire gli indici economici assorbendo parte della produzione anche europea. Questo significherebbe che l’export verso questi Stati potrebbe ridursi con la conseguenza che le aziende che hanno investito su di essi potrebbero scontrarsi con grosse difficoltà.

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