debito pubblico italiano

Il caso Italia: il debito pubblico

Il debito pubblico italiano ha caratterizzato gli ultimi cinque anni dell’economia europea.

Gli ultimi aggiornamenti dalle agenzie di rating che nel 2011 avevano fatto precipitare nel caos la finanza italiana, a causa del declassamento del rating sovrano per l’alto livello di debito pubblico, attualmente dipingono uno scenario stabile (S&P venerdì ha mantenuto a BBB- il rating con outlook stabile).

Le prospettive che si stanno delineando per il debito italiano, devono essere lette nell’ambito di fenomeni molto più globali, quali la congiuntura economica globale, la crisi della politica e dell’economia europea (che non viaggia sullo stesso binario della crisi globale), le riforme che si stanno mettendo in moto in Italia e non ultimo i rapporti diplomatici tra Italia e resto del mondo, ma soprattutto tra Italia e Commissione Europea che ha un ruolo chiave ogni anno nel fra pendere l’ago della bilancia in un verso o nell’altro per l’Italia ( ma anche per le altre nazioni, Grecia docet)

Il debito pubblico italiano è ormai noto che sia tra i più alti al mondo, secondo dopo la Grecia in Europa.

In questi anni quello che si è fatto in favore del debito è stato seguire le indicazioni derivanti dalla commissione europea che ha assunto un impronta teutonica, indi orientata all’austerity, con qualche eccezione legata a sporadiche iniziative del Governo Renzi che dovranno essere validate in settimana dalla Commissione Europea, pena l’applicazione di una nuova procedura di infrazione.

Il debito in questi anni ha tratto vantaggio anche dalle iniziative della BCE  che grazie all’allentamento monetario, aumentando la domanda di titoli, ha consentito all’Italia di pagare meno interessi sulle nuove emissioni dei titoli di Stato.

Ad oggi tutto questo, stando ai dati della Banca d’Italia, ancora non ha fermato la crescita del debito pubblico, che si prevede debba invertire rotta nel giro di un anno.

Ma su quali basi dovrebbe invertire la rotta?

Tutti vogliono che ci sia un’inversione della rotta?

Le basi dell’inversione di rotta dovrebbero essere:

  • riforme che creano sviluppo: stato attuale parzialmente realizzato
  • riforme che riducono gli sprechi nel pubblico: stato attuale parzialmente realizzato
  • azione BCE: stato attuale realizzato, ma un cambio ai vertici della BCE (e.g. il capo della Banca Centrale Tedesca al posto di Draghi) potrebbe compromettere questo trend
  • questione dei debiti delle banche: soprattutto in Italia ci sono enormi sofferenze per i bilanci degli Istituti bancari che hanno consentito di superare la crisi del 2011, se non risolti (Atlante è un solo tassello della soluzione) potrebbero causare ulteriori derive
  • stabilità politica interna ed Europea: stato attuale realizzato apparentemente, ma le iniziative dell’attuale Governo contro la UE e poco accomodanti potrebbero delineare uno scenario simile a quello del 2011
  • stabilizzazione della politica europea: la crisi del debito Greco che si ripropone in giugno potrebbe incrementare questa stabilità, i migranti sono un altro tema controverso
  • economia mondiale: i segnali contrastanti derivanti dalla situazione economica mondiale che a tratti dipingono scenari recessivi sono un’ulteriore minaccia

Pertanto, in uno scenario di questo tipo, ci sono molte variabili aleatorie che potrebbero a breve far riesplodere la questione del debito pubblico italiano, ma anche poche strade che potrebbero consentire una via d’uscita, certo è che i passi fatti finora non sono esemplari ( a differenza di quanto fatto in Irlanda che ha avuto un abbattimento notevole del suo debito), indi la strada è ancora lunga e legata alla volontà della politica italiana ed europea.

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