Boccia da economia.ilmessaggero.it

Confindustria, Boccia e le elezioni

Boccia all’Assise di Confindustria a Verona: non c’è la politica in sala.

Perchè?

Molto chiaro il programma di Confindustria sul futuro del Paese. Molto più chiaro e dettagliato di quello fornito dai partiti politici in vista delle elezioni. Tranne qualche cenno nel programma del PD, l’Industria non ha molto spazio nei programmi dei partiti.

Sembra più il discorso di un Ministro che non quello di un Presidente di un’associazione di categoria.

Punti fermi:
  • Semplicità ed efficienza del Sistema Paese.
  • Futuro.
  • Sostenibilità con lavoro per i giovani e debito pubblico in sicurezza.
  • Internazionalizzazione della crescita delle imprese.
  • Fisco a supporto della crescita e degli investimenti.
  • Europa.

Pochi lo sanno, ma l’Italia è la seconda manifattura d’Europa, la Francia di Macron punta a prendere il nostro posto. Perchè difendersi? Meglio puntare ad essere i primi!

Boccia ha chiaro in mente il vincolo legato al debito ed alla indisponibilità di risorse. Ma a differenza della politica oltre a stilare un piano per investire con numeri chiari, identifica dove trovare le risorse.

Azioni.

Gli Eurobond sono una soluzione per affrontare le spese infrastrutturali, sarebbe il premio per le regole rispettate negli anni passati. E’ più fruttifero questo tipo di approccio piuttosto che il baratto andato in scena negli ultimi anni circa la flessibilità sul bilancio.

Sul reddito di cittadinanza è ferma la condanna, piuttosto quei denari sarebbero più utili per investire in formazione e riqualificazione. Il reddito deve essere sempre frutto di un impegno, non un regalo.

Nessuna condanna per le riforme proposte dagli ultimi Governi, ma è giusto rivisitarle per limare limiti o inefficienze nate dalla loro implementazione.

La stabilità di Governo e l’implementazione di riforme emerge come elemento chiave che si chiede ai partiti che dopo il 4 marzo si confronteranno per la costituzione di un Governo.

La vista di Boccia va oltre il Governo nazionale perchè si allunga all’Europa. Quindi non solo centralità per l’Italia la cui questione deve essere affrontata in sede comunitaria, ma l’Europa in quanto competitor internazionale che ancora accusa un reddito inferiore a quello USA.

Considerazioni conclusive.

Indirettamente sembra che venga delineata come priorità, oltre alla questione lavoro, crescita e riduzione del debito, anche la questione della giustizia.

Il PIL in crescita all’1,5% è un buon risultato, ma l’obiettivo deve andar oltre il 2%. per questo propone un piano di investimenti da 250 miliardi in 5 anni di cui 93 derivanti da fondi europei, 38 da fondi di investimento e privati ed il resto da parte del Governo.

Esiste già un partito in grado di capire la lungimiranza del piano, oppure occorre crearlo?

Ulteriori approfondimenti sono disponibili al link Wall Street Italia.

 


 

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