Mercato

Check-up al mercato

Il Covid-19 è stato il pretesto per il mercato per abbassare le quotazioni alte.

Che succede adesso?

Nei mesi da poco trascorsi abbiamo assistito ad un parziale recupero dei listini. Alcuni settori hanno recuperato e talvolta superato le quotazioni pre covid, altri hanno lasciato per strada diversi miliardi.

Da aprile il recupero iniziato è stato caratterizzato dalle manovre congiunte di Banche centrali e Governi a sostegno dell’economia.

Tratto distintivo della ripresa è stata la ripresa dei prezzi delle commodity quali petrolio, rame, alluminio, nickel, di cui la Cina ne è tra i principali utilizzatori. Ma queste riprese non sono state travolgenti alla pari dei prezzi delle società legate alle tecnologie.

Sintomo che il mercato non è ancora in grado di riprendere la corsa interrotta.

Ma nonostante tutto un recupero importante c’è stato. Gli ultimissimi mesi, hanno visto lievi correzioni ed andamenti grossomodo laterali. Sintomi ancora che il mercato attende notizie.

Che notizie attende il mercato?

L’arrivo della stagione fredda porta inevitabilmente dietro influenze stagionali e possibili riprese dei contagi da Covid 19.

Ma le riprese dei contagi finchè controllabili non dovrebbero preoccupare. Quello che preoccupa è la crescita di morti. Ma lo scenario di marzo non dovrebbe verificarsi se ci sono le precauzioni ed una maggior conoscenza della malattia. La differenza è che a marzo era la fine dell’inverno, adesso siamo all’inizio. E questo per i mercati potrebbe rappresentare un problema solo se tutto questo si traducesse in lockdown.

I mercati come i politici non sanno che percorso imboccherà la curva pandemica, ecco perchè sono così volatili oscillando continuamente, in primis il petrolio, storico driver del mercato.

Si inseguiranno previsioni e ricerca di cause a possibili crash o riprese, molti tirano in ballo le presidenziali USA che storicamente hanno segnato poco o niente le sorti dei mercati, altri la Brexit, o altre fantasiose ricerche.

Al momento le probabilità credo siano perfettamente allineate, 50% che salga e 50% che scenda il mercato.

Da notare che ancora le altre materie prime come rame ed alluminio non hanno oscillato come il petrolio, sintomo che ancora ci sono elementi che lasciano spiragli al mantenimento delle produzioni ed al commercio sui mercati.

Anche l’obbligazionario non ha subito movimenti, in particolare, i Titoli di Stato sono rimasti grossomodo stabili, i titoli di debito corporate hanno subito lievissime flessioni, ma che rientrano nelle fisiologiche oscillazioni di mercato.

La coppia petrolio (ed in generale materie prime) e curva pandemica, con particolare riferimento alle terapie intensive e subintensive, dovrebbero essere le variabili che faranno muovere le curve degli indici azionari.

Altri link sull’articolo li trovi sul social network della finanza Gooruf e sul blog BuyMarketFinanza.

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