crisi eurobond mes

Alle porte della crisi…

Leggendo le principali testate finanziarie non si è certi che nonostante lo shopping di titoli da parte della BCE ci sia una ripresa quindi un’uscita dalla CRISI.

La prima accusa viene lanciata dalla stessa BCE, intimando ai Governi dell’euro zona di attuare le riforme, perchè quando fra un anno e poco più sarà terminata la “droga” dei mercati, gli stessi mercati devono camminare con le proprie gambe e senza domande ed offerte realmente sostenute i prezzi potrebbero crollare! e l’attuale crisi peggiorare!

Un’ulteriore alea di incertezza è data dal petrolio che continua a mostrare segni di debolezza le cui prospettive a mio avviso sono tutt’altro che rosee, non mi meraviglierebbe una sua ulteriore discesa in assenza di eventi particolari, visto che le scorte viaggiano su livelli prima non immaginabili!

Quindi il petrolio potrebbe essere il motore della nuova crisi,  alla pari del crack del 2008 verificatosi in maniera analoga benchè su un settore diverso da quello energetico, la dinamica è la stessa. E non solo il petrolio è in difficoltà, in sua compagnia ci sono altre materie prime, da segnalare il RAME.

Certo è che in assenza di eventi particolarmente drammatici temporaneamente i prezzi degli indici azionari e delle obbligazioni sono destinati a salire nel breve periodo, quindi godiamoci questo momento ed incrociamo le dita coscienti dei pericoli che aleggiano sulle nostre finanze.

Inoltre, che cosa succederà al termine delle politiche espansive delle Banche centrali se la ripresa dei consumi non ci sarà stata? Tecnicamente si parlerebbe di una maxi-bolla dei prezzi che se non sostenuta da nuova “droga” monetaria provocherebbe una caduta dei prezzi su livelli delle reali condizioni del mercato.

Di contro, una ripresa di inflazione, consumi quindi una ripresa dell’economia potrebbe gettare le basi per un futuro all’insegna di serenità finanziaria, humus necessario a consentire ai governi europei più indebitati come l’Italia di alleggerire il debito pubblico ad oggi su livelli di insostenibilità.

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