FCA ed Italia: occhi puntati sul Bel Paese

Esplode il dieselgate FCA, sarà vero?

Accade in USA, ma Germania e UE sono le prime ad intervenire.

Probabilmente l’Italia è un Paese extra-UE.

In queste ultime settimane post referendarie, molti eventi hanno portato l’Italia sulle prime testate internazionali:

  • outlook delle agenzie di rating
  • caso Mediaset – Vivendi
  • Luxottica, sembra che la fusione sia a tutto vantaggio dei francesi
  • declassamento DBRS
  • debito pubblico e spread in rialzo
  • MPS
  • discussioni UE sulla finanziaria 2016
  • FCA
  • ed altro ancora.

In tutti questi eventi, si è notata una costante presenza, già ravvisata con alcuni articoli lo scorso anno.

La presenza terribilmente agguerrita della Germania. Ma non dovrebbe essere concentrata a dare risposte sul caso Volkswagen? La casa tedesca è in procinto di accordarsi per aver riconosciuto le accuse dell’EPA e quindi pronta a pagare il conto. Oppure pensare al surplus oltre i parametri imposti dall’UE che vanno ad appensantire la risalita economica degli Stati più deboli dell’Europa. O ancora l’enorme presenza di derivati nei bilanci delle sue banche.

La Germania è anche artefice dell’austerity europea che qualcuno come Spagna, Irlanda, Portogallo, si sono ben guardati dall’applicare, a differenza dell’Italia.

Risultato? Nessuna multa a chi ha sforato, minaccia di multe per chi sfora e crescita debole per chi ha rispettato le regole …

Il caso FCA non è altro che la punta di un iceberg di un’operazione ormai in piedi da 20 anni e più che come dice Trump “l’euro è uno strumento nelle mani della Germania”.

Pertanto, è chiaro lo scenario, ogni occasione viene colta per portare risultati a casa nella battaglia in corso.

Da parte USA dopo la dichiarazione su FCA non c’era stato un seguito. Solo qualche polemica. Il titolo era in ripresa in borsa italiana venerdì. La miccia è stata riaccesa dagli attacchi tedeschi e supportati dalla UE.

I ministri Del Rio e Calenda sembra che nella lotta politica abbiano espresso una posizione chiara. Vedremo come si tradurrà nei fatti.

Molto gravi questi atteggiamenti! Non esiste un Unione in cui ci siano interessi contrapposti.

L’uscita dall’euro non può essere la risposta nell’immediato, sarebbe insostenibile nelle condizioni dell’Italia.

Ma le spinte populiste sono forti e tali manovre solo abili statisti sarebbero in grado di portarle a compimento. Impresa ardua per politici improvvisati.

Una strategia potrebbe essere un differente modo di interpretare Trump ed il fenomeno che sta innescando, Giulio Tremonti (unico italiano invitato alla cerimonia che precede l’insediamento alla casa Bianca) ha riportato delle osservazioni. Il fenomeno Trump si innesta sul fallimento della globalizzazione ed un tentativo di riportare o creare una nuova era che rimetta in discussione i punti in cui ha fallito la globalizzazione.

Destra o sinistra non importa, è necessario che vengano colte le nuove spinte, ne vale del futuro dell’economia  italiana (o quel che rimane)!

La risposta la avremo come sempre a posteriori. Uno degli aspetti da valutare sarà l’eventuale fusione tra FCA e VW e chi dei due prevarrà…

 

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