dollaro

Cambio dollaro : il principale market mover?

Previsioni inizio 2017 per i mercati: cambio euro contro dollaro verso la parità.

Sei mesi dopo: record di apprezzamento dell’euro sul dollaro negli ultimi due anni.

Superata quota 1.15 euro per dollaro.

Che cosa influenza le quotazioni del dollaro USA?

L’ultimo decennio è stato caratterizzato da guerre valutarie legate alle manovre ancora in corso da parte delle banche centrali di tutto il mondo.

La FED è stata tra le banche centrali più attive, operando subito dopo la crisi il taglio dei tassi ed un ingente acquisto di titoli sul mercato.

Le immediate conseguenze sono state:

  • aumento del costo dei titoli obbligazionari;
  • conseguente aumento dei prezzi sul mercato azionario;
  • deprezzamento del dollaro nei confronti delle altre valute;
  • risalita graduale dell’inflazione.

Finita questa azione che è valsa l’uscita dalla più grande crisi finanziaria, è iniziata lo scorso anno l’inversione di rotta con i primi timidi rialzi del costo del denaro USA.

Nel frattempo, per effetto di un’azione analoga da parte delle altre banche centrali, in particolare la BCE, il dollaro si è apprezzato, sfiorando la parità con l’euro.

Pertanto, da parte degli analisti è maturata la convinzione che il prosieguo di questo tipo di politica da parte della FED, avrebbe favorito un apprezzamento del dollaro.

Perchè il 2017 ha visto il verificarsi di un trend opposto alle previsioni nei primi sei mesi?

Il motivo naturalmente c’è:

  • possibile inversione di politica da parte delle altre banche centrali, indi la BCE
  • fragile ripresa del mercato USA e della sua inflazione
  • rafforzamento dell’economia europea
Che implicazioni ha questo scenario?

Le conseguenze non sono scontate e dipende dallo Stato da cui si osservano i fenomeni in corso.

L’Europa ha tratto vantaggio dalla debolezza dell’euro fino ad oggi per le aziende che esportano in USA, discorso opposto per le importazioni, quindi per i consumatori. Ma un euro forte implica aiutare le economie degli altri non la propria, indi il PIL. Le parole di Trump spesso ignorate che non volevano un euro debole perchè vantaggioso per la Germania, sembra che stiano per essere ascoltate. Ancora una volta ribadita la maggiore forza degli USA rispetto all’Europa.

Discorso duale per gli USA.

Il rischio per i mercati europei è quello di una frenata degli utili delle società quotate, con l’interruzione della crescita avviata. Tradotto praticamente possibile calo delle quotazioni del mercato azionario, in mancanza di altri driver (e.g. petrolio, inflazione, politiche BCE, etc…).

Opposto lo scenario per gli USA che potrebbero essere sostenuti ancora da questa debolezza. Pertanto, sembra una mossa studiata a tavolino quella dell’indebolimento del dollaro che potrebbe però far esplodere l’Europa e non gli USA ad oggi maggiormente sopravvalutati (23 è il rapporto prezzo utili dell’azionario USA, ad eccezione dei tecnologici con multipli ancora maggiori, 16 il rapporto per l’azionario europeo).

 

Un approfondimento è disponibile al link che segue sulle testate Yahoo finanza e Trend Online.

 

Per ulteriori dettagli contattaci cliccando qui.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo. Può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.