L’ Arbitro Bancario Finanziario: un’innovazione a difesa del consumatore

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bilanciaDall’ottobre scorso è operativo anche nel nostro Paese l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). La Banca d’Italia ne ha definito il quadro regolamentare, ne ha curato l’impianto organizzativo, ne assicura il funzionamento. L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche e gli altri intermediari che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari.

È detto “stragiudiziale” perché offre un’alternativa più semplice, rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice, che spesso invece comporta procedure complesse e anche molto lunghe. L’ABF è un organismo indipendente e imparziale che decide in pochi mesi chi ha ragione e chi ha torto. È un sistema nuovo da non confondere con la conciliazione o con l’arbitrato. Le decisioni non sono vincolanti come quelle del giudice ma se l’intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico.

Il cliente può rivolgersi all’Arbitro solo dopo aver tentato di risolvere il problema direttamente con la banca o l’intermediario, presentando a essi un reclamo. Se non rimane soddisfatto neanche delle decisioni dell’Arbitro, può comunque rivolgersi al giudice. Il ricorso va presentato in Banca D’Italia ed il costo è molto contenuto: solo 20 euro, che tra l’altro dovranno essere rimborsati al cliente, se il ricorso sarà accolto.

La creazione di efficaci sistemi di risoluzione alternativa delle controversie nasce dalla consapevolezza che il , la modesta dimensione individuale del danno subito dal sostanziale squilibrio delle posizioni contrattuali tra banca e clienteonsumatore e gli elevati costi della giustizia ordinaria costituiscono di fatto un ostacolo alla tutela dei diritti della clientela. La presenza dell’ABF comporta molti vantaggi: assicura un effettivo accesso alla giustizia per il contraente debole; consente ai clienti di ottenere in tempi brevi la decisione da un organismo imparziale, qualificato e al contempo rappresentativo degli interessi coinvolti; svolge una funzione deterrente nei confronti degli intermediari perché riduce gli ostacoli a far valere i diritti dei clienti, ha un naturale effetto disciplinante sul mercato.

Decisioni adottate rapidamente da un organismo imparziale sono di ausilio al mantenimento di una relazione non conflittuale e duratura tra le parti, mentre la via giudiziaria determina, di norma, per le sue stesse caratteristiche e anche per la lunghezza dei procedimenti una rottura traumatica della relazione banca-cliente. A tutto il 22 marzo corrente anno sono pervenuti all’ABF circa 950 ricorsi, l’88% riguarda banche. I dati mostrano un significativo trend di crescita (in media pari al 25 % mensile).

I ricorsi riguardano prevalentemente mutui, conti correnti (inclusi i prodotti e i servizi a questi connessi come le carte di pagamento), credito al consumo e questioni di trasparenza. I primi 10 intermediari assorbono quasi la metà dei ricorsi; la percentuale è coerente con la quota dei rapporti di deposito in conto corrente che gli stessi detengono, pari al 46% del totale. I ricorsi sono stati accolti e respinti in pari misura. I Collegi hanno assunto circa 220 decisioni che, in più di una occasione, contengono anche indicazioni agli intermediari per migliorare le relazioni con i clienti. Il contenuto delle pronunce verrà reso pubblico nel prossimo mese di aprile sul sito dell’ABF.

3 risposte a L’ Arbitro Bancario Finanziario: un’innovazione a difesa del consumatore

  1. LINA scrive:

    Sono informazioni utili espresse in modo chiaro .Grazie .

  2. anna scrive:

    con una banca di credito cooperativo sono cliente in due situazioni: ho un fido di cassa sul conto ditta di mio marito, ridotto ( per nostra volonta’) pochi mesi fa, dagli originari 30000 euro agli attuali 20000; inoltre per l’acquisto della prima casa ho stipulato poco piu’ di 6 anni fa un mutuo.
    Avendo risentito del brutto periodo di crisi, alcune rate del mutuo sono rimaste sospese, Il fido sconfina di poco, ma solo al passaggio degli interessi, che poi vengono regolarmente sistemati. Con il terrore trasmessoci dalle banche preferiamo pagare in contanti le fatture dei fornitori ( motivo anche questo, della mancanza di liquidita’ per provvedere al pagamento regolare delle rate di mutuo). Per questo il conto non presenta piu’ quella bella movimentazione degli anni scorsi, insomma i versamenti ci sono, ma sono ridotti a causa del bisogno(come spiegavo sopra) di contanti.
    Non ho la pretesa di tornare all’elasticita’ di un tempo, sacrificio a noi richiesto e giustamente rispettato, ma la suddetta banca (sede centrale), proprio a causa della crisi ci ha inviato la proposta di rinegoziare il mtuo. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, ma quando ci siamo presentati presso la filiale, non abbiamo constatato nessuna intenzione di risolvere con noi i problemi del momento.
    Ci è stato proposto di accodare le rate sospese prolungando il mutuo ( con nuovo atto notarile), ma includendo il rientro complessivo dell’importo del fido.
    Come si puo’ proporre ad una persona che fatica a pagare regolarmente una rata di mutuo di € 750 circa, prolungandogli la tortura con rate da € 918 ?
    Potro’ rifiutarmi di aderire a questa proposta? Ho pensato di vendere la mia casa, ma mi dispiace …. tanti sacrifici li abbiamo gia’ fatti .. ma quello che ci viene chiesto ora è ben altro che un sacrificio e non vorrei esagerare definendolo suicidio. Non so neanche come definirlo! Potete consigliarmi voi?
    Grazie
    Anna

  3. Giorgio scrive:

    Desidero sapere qual’e’ la procedura amministrativa, per un reclamo nei confronti della Banca di cui sono cliente, causato dall’applicazione della tassa “Capital Gain” su un conto in valuta estera.-
    Faccio presente che il reclamo e’ stato gia’ presentato alla Banca, ottenendone un risposta ambigua ed evasiva.-
    In attesa di una Vs. risposta invio distinti saluti

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