Adeguamento canone per lavori straordinari

Share:
Condividi

Salve, vorrei chiederle gentilmente un consiglio su come orientarmi per risolvere un problema con il mio padrone di casa. Io sono in affitto in un appartamento con contratto 4+4 dallo scorso novembre 2010 e dato che sul contratto e’ riportata una clausola sull’esecuzione di  opere di straordinaria manutenzione di rilevante entità secondo la quale il locatore può chiedere al conduttore che il canone  venga integrato con un aumento non superiore all’interesse legale sul capitale impiegato nelle opere e nei lavori effettuati ecc. ecc,, ho chiesto sia al proprietario che all’agente dell’agenzia immobiliare se erano in previsione lavori sullo stabile in questione e
ovviamente mi è stato detto di no. Per farla breve più di un mese fa chiacchierando con dei vicini di casa è emerso che stavano per partire i lavori di rifacimento della facciata e tali lavori erano stati discussi in assemblea condominiale molti mesi premi del nostro arrivo. Allora io come mi devo comportare visto che ho tre quarti di casa al buio  ( mi hanno bloccato le finestre di 4 stanze su 6, quelle a SUD più volte vantate dal proprietario  come ciliegine sulla torta) e voglio sottolineare che avevo espressamente chiesto dei lavori perché dato che io e mio marito siamo venuti via dall’Aquila in seguito al terremoto del 6 Aprile 2009 non avremmo mai preso in affitto una casa che sarebbe stata di li a poco bloccata dalle impalcature di un cantiere. Tra l’altro visto che in più di un’occasione si sono bruciate delle prese e abbiamo preso la scossa, ho fatto intervenire un elettricista ed ho scoperto che l’impianto elettrico dell’appartamento non è a norma. Restando in attesa di un Suo cortese riscontro, la  ringrazio e la saluto cordialmente.

Gentile lettrice, buon giorno.

L’adeguamento del canone per spese straordinarie và corrisposto, se previsto contrattualmente, poichè l’ex art.14, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 ha abrogato l’ex art 25 della legge 27 luglio 1978, n. 392, ma, lo stesso ex art. 14,comma 5, stabilisce che ai contratti in corso alla data di entrata in vigore della stessa legge 431/1998 si continua ad applicare, per tutta la durata contrattuale, le disposizioni normative in materia di locazioni vigenti prima di tale data. Di conseguenza, legittima é la richiesta di adeguamento del canone che avrà effetto dal mese successivo a quello della richiesta mediante lettera raccomandata.

Giusto per la cronaca.

Nel suo caso specifico, gentile utente, per lavori approvati molti mesi prima che lei firmasse il contratto di affitto, ritengo proprio che lei non debba corrispondere un solo euro, anche se la clausola è stata riportata nel contratto firmato dalle parti in causa.

Tuttavia è bene sapere che se il locatore di quota sua, quest’ultima scaturisce dalle tabelle millesimali, dovesse corrispondere in tutto euro 2.000, è su questo importo che bisognerà calcolare l’interesse legale dell’1,50%,il quale sarebbe pari ad euro 30,00.

Quindi, polemiche a parte, pur sacrosante, deve trarre le sue conclusioni considerando il lieve danno economico che scaturirebbe dai conteggi.

Il diritto all’aumento decorre dalla data di ultimazione delle opere, previa dimostrazione al locatario della relativa documentazione probatoria. (si veda Pretura di Milano, 5 marzo 1999).

Cordiali saluti

Geom. Terracciano

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>